le libertà s’usurano

Il proprietario del bar, ieri, si è messo a ridere quando gli ho chiesto, se oggi era aperto.

Festeggio la liberazione, mi ha detto, e pure sabato e domenica, e vado al mare. Ho un gran rispetto della mia libertà e pure della liberazione. E rideva.

Gli ho risposto che quella libertà c’era anche durante il fascismo, anzi …

Non parlavamo della stessa liberazione e neppure della stessa libertà. La sua è di fare quello che il portafoglio gli permette, magari con qualche spericolatezza, difficile a chi vive di stipendio. Bisognerebbe chiedere ai suoi dipendenti se condividono la stessa libertà. Forse è per questo che la politica non gli interessa molto, se non per conservare questa possibilità di agire al limite. Ed è quella che lui chiama libertà economica, e ne vorrebbe tanta perché non gli basta mai: meno vincoli ci sono e più è contento. Le altre libertà, quelle di cui gli parlo, lo riguardano poco, non gli sembrano così preziose, né tangibili per la sua vita. Si vede che lo annoio, ma non è cattivo, neppure ha in spregio la libertà, solo che è al più una parola e si limita ad usare quella che gli serve, lasciando arrugginire le altre libertà e senza pagarne il costo. Come facciamo più o meno tutti, senza chiederci se le libertà si usurano. In realtà è proprio così, le libertà bisogna usarle, esercitarle, come si diceva un tempo, ma questi sono discorsi da professoroni, come ha detto, facendo molto ridere il presidente del consiglio. La velocità, il transitorio, che poi è transeunte, cioè finisce presto, non ha tempo per le libertà vecchie. Quelle di parola, critica, religione, riflessione. Adesso servono libertà veloci, usa e getta, libertà che consentano di non capire dove si va a finire e soprattutto che siano prive di responsabilità. Invece le libertà vecchie sono intrise di responsabilità. Sono le libertà dei padri che pur nate fresche di giornata dopo una notte infinita, si proponevano di dare sapore alla vita, di renderla un noi anziché un predominio dell’io. Oggi ci si cura poco della mancanza di gusto delle libertà, al più si dà colpa alla politica che le ha sciupate disseminandole di scandali. Ma quelle non erano libertà, erano soprusi e noi ce le siamo lasciate sottrarre, sino a dire che in fondo non contavano poi tanto. La libertà ha un sapore e non serve una dittatura per sentirlo, basta chiederci perché stiamo assieme e cosa ci tiene assieme, anche quando siamo soli, e allora si vedrà che quello che toglie libertà attraverso il sopruso, ci riguarda, ci rende meno liberi. Non di andare al mare ma di vivere davvero.

 

3 risposte a "le libertà s’usurano"

  1. Certo che le libertà s’usurano, Will;
    occorre tenerle strette coi denti, non farcele sottrarre, difenderle con forza poiché sono state conquistate al prezzo immenso di tante vite umane, di sangue, di sofferenze e soprusi;
    e poiché piano piano, in silenzio, corrono il rischio reale di essere demolite.

    Sono _sacre_ e sono, anche solo per il grande rispetto che dobbiamo portare a chi queste libertà le ha conquistate, preziosissime!
    Non c’è grande consapevolezza nei loro riguardi, ci sono da quasi 70 anni e quindi il rischio e l’errore è darle per scontate.
    Spero non ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi …

    Buon 25 aprile, ma non solo, Will, e buon fine settimana lungo
    Con l’immancabile sorriso (di speranza e impegno)
    Ondina 🙂

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