
Zolle grigie e marroni,
secche, dure,
terreno da uccelli che non migrano,
topi che si rintanano nel fosso.
Era un campo di girasoli,
il taglio ha mostrato la sete,
la fatica impervie dell’estate
riassunta negli stecchi
che attendono il soverchio.
Accanto corrono camion e auto,
lunghe file ogni mattina e sera,
poi i guerrieri radi della notte,
le coppie in cerca di lampioni rotti,
e del vuoto che avvolge fabbriche e case.
L’autunno tiene sopra alte luci strada, le nebbie sottili,
ricami d’acqua che attendono il cuore della notte,
quello che bagnerà la terra, l’erba e l’aria.
Anche l’acqua dei canali
avrà una sua trapunta
che non è acqua, non è aria
eppure si respira e bagna.
Ora tutto ha un ordine,
una bellezza che si protende e unisce,
la natura trionfa mentre gli uomini dormono.