nessuna novità

È una pressione continua. Una notizia elide la precedente e tutto alla fine si sovrappone, si mescola e sembra uguale al grigio che assorbe i colori. Chi produce realtà sa che bisogna alzare la posta, colpire l’immaginazione e il sentire, perché le notizie vengono e svaniscono subito. Siamo finiti in una dittatura del presente senza futuro.

Sembra che il rifiuto della condizione di incertezza produca una bulimia di nuovo senza conclusione. Ed è aria mossa da chiacchiere che si sovrappongono, di cui non resta traccia se non in quel senso di mancanza che fa capolino quando ci si ferma e sembra che non si sia davvero fermi ma che una ricerca continui sotto traccia. Senza volontà, per disagio, bisogno di completezza, perché la coscienza si acquieti.

. Anche tutto questo connettersi, il mi piace sciorinato perché è più facile dare nulla che essere Inerti. È un gradire senza il contrario, la conversazione momentanea, che è chiudersi al rischio del rapporto profondo, alla domanda del che fare di noi.

Come dire la delusione se il rapporto è talmente esile che non c’è attesa, condivisione, scavare reciproco, realtà. La severa maestra è fuori dal virtuale e quindi non si impara, non si accumula esperienza, ma solo fatti che neppure hanno il pregio della verità anche quando sono veri.

È sommamente triste dipendere dalla velocità di una risposta e dalla riconferma che se l’indeterminato altro esiste allora, forse, anch’io esisto. Ecco l’incosistenza poco virtuosa dell’altro essere.

9 pensieri su “nessuna novità

  1. Caro Willy cerchiamo di dipenderci poco.
    Perché se ci dipendiamo molto viviamo di troppo poco.
    Farei un invito a vivere di più e messaggiare di meno .
    È il momento duraturo dei mi piace … Poiché non c’è altro oltre al like confesso che non mi piace , i perché li hai detti bene tu , sono in sintonia .
    Buon mercoledì ☕…🤗🐞

  2. Vivere di più in quale realtà, Francesca? Noi abbiamo esperienza di una realtà fatta solo di rapporti umani, di conoscenze, simpatie e rifiuti, altri questa esperienza la considerano secondaria, marginale, generata dal virtuale. Vivere di più è necessario, come pensare, avere conoscenze importanti e non contare i numeri dei like. A volte penso di parlare al vuoto, non è una bella sensazione perché per me le persone esistono davvero.
    Buon mercoledì a te e a chi passa 🤗😘😊

  3. Fai una osservazione importante, Frida, ovvero che la frenesia di esserci ci rende inesistenti. Il tempo sottratto è in relazione al vivere e ad altre necessità come i sentimenti, la bellezza, il gusto di capire, ecc. ecc. Se togliamo tempo per darlo alla frenesia, lo togliamo a noi. Che i tuo tempo sia come lo desideri. Buona giornata 😘🤗😊

  4. Buongiorno willyco, lo so bene, vivo il giorno, giorno dopo giorno, non posso fare altrimenti; il corso delle cose ha voluto che per me sia così, perciò, ne so qualcosa… e come ho già detto, non scrivo per I like, scrivo per me e sé quello è gradito da qualcun’altra, sia benvenuto. Serena giornata a te🌷

  5. Roberto sai che anche nella piattaforma di Word Press com non , esiste sempre meno un confronto o dialogo costruttivo.

    Chi vuole comunicare lo ritrovi perché ti risponde ed è cosa reciproca.
    La frenesia esiste ,eccome !
    Non ho inteso affatto negarla .

    Arrivano email giornaliere che preannunciano il corteo della mostra di sé e dei propri pensieri sentimenti ecc.
    Mi chiedo perché e mi rispondo che è uno dei nuovi lavoro .

    Come si fa a cavalcare le onde di mari in tempesta continua , come esiste in natura necessitiamo dell’alternarsi , ci vuole la calma ..
    Esiste la calma ?
    Effettivamente anche la realtà circostante è così .
    Ho provato e provo a seguire l’andamento on line e della realtà circostante
    Tento di decodificare sia il mondo virtuale che reale . Naturalmente mi appoggio a filosofi, scienziati , antropologici
    La frenesia esiste eccome ha un senso ?
    Si ma è un senso chiaramente negativo . Ne leggiamo i risvolti e le conseguenze .

    Credo che i giovanissimi i giovani e gli adulti attivi nella società scolastica lavorativa siano un poco risucchiati .

    Sinceramente sento che si è creata in me una separazione , tra questo mondo delirante e sofferente e il mio .
    Ostacolare la frenesia mondiale non è possibile né singolarmente né in gruppi .

    I rapporti costruttivi si possono realizzare in famiglia ,nella scuola , nella piccole comunità , nei gruppi sportivi , nei gruppi religiosi o meno impegnati nel sociale ,nei quartieri e tra amici .
    Ammetto che mi sono isolata perché faccio fatica a relazionarmi con un dire fatto di luoghi comuni o di prese di posizione estreme e devianti .
    La frenesia mette solo ansia . Non riesco a stabilire alcun contatto .
    Scappo via …
    Nelle città è possibile ? Il margine è piuttosto irrisorio ,penso il giusto . …

    C’è questa grande paura dell’incertezza data da più fattori ,tutti rilevanti .
    La diffusione di notizie distorte perché di parte, il contributo dei tuttologi e l,,l’intervento a raffica dei singoli che hanno bisogno di mostrarsi , mi confonde .
    I notiziari che oggi contano e il vociare dietro dura poco . Tutto scompare velocemente in una mescolanza tra fatti di rilievo e fatterelli che non dovrebbero neppure comparire .
    Un caos in parte voluto e perseguito ?
    E se così fosse perché ?
    La frenesia eccessiva mi giunge come delirio
    Mi chiedo le ragioni reali e la risposta che mi giunge appare palese .

    La lascio in sospeso , forse puoi presentarla con grande senso di responsabilità e di veridicità tu .
    Concludo forse mi ripeto ma è un concetto chiave
    I mi piace senza neppure un saluto evidenziano personalmente il senso di vuoto e il senso della solitudine , la comunicazione univoca .
    Spero di essere stata chiara … Ciao

  6. Sei stata chiarissima Francesca. La frenesia della rete, a mio parere, sostituisce il noi, lo rimpiazza con un rapporto liquido (come direbbe Baumann) dopo aver condotto l’individuo alla contemplazione di sé stesso. Tutti siamo affetti danarcisismo, in misura differente, ma un conto è se questo viene temperato nel confronto reale con l’altro è un conto è se diviene un mostrarsi senza comunicazione. Un dominio. Come tutti gli strumenti, il virtuale può far emergere l’interesse, continuare il noi con altri mezzi, ma se esso diventa fine, travolge anche l’individuo. Si scrive per dire chi si è ma anche per trovare i propri simili.
    I like non dicono nulla, le parole e i silenzi sì.

  7. Mi chiedevo perché nel tuo post hai tolto i commenti, come lo si fa allora il confronto? Scusatemi questa invadenza di spazio altrui, ma era solo per capire e per dire che sei brava, belle foto e testi.
    Scusatemi ancora

  8. Ciao Vengodalmare veramente è chiarezza la tua e , ben venga, così ci spieghiamo. Sono contentissima se e quando ci sono commenti sul mio blog,diversi finiscono in spam . Li approvo tutti . Veramente sono venuta diverse volte a leggere gli articoli che pubblichi non riesco a commentare . Ammetto di essere inesperta comunque ci resto un po’ male perché provo più volte senza risultato . Penso :
    -Gli altri riescono ,io no ,
    occorre trovare la soluzione .-
    Grazie di cuore del tuo apprezzamento ,mi fa piacere .
    Roberto ti ringrazio dell’ospitalità sono convinta che abbiamo messo in pratica una comunicazione assertiva, semplice e diretta . Buon riposo 🤗☮️

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