a sé, in disposizione

a sé, in disposizione

Un sogno o una malvissuta paura riga il giorno,

prima d’un crocicchio l’ignoto riposa,

silente ancora dorme con l’illusione e la certezza,

dolcezze che solo il cuore ospita serene, 

distratto, intanto, un lavorio di dita segue una piega di carne,

appallottola un pensiero:

c’è l’abbindolarsi che dell’altalena suona il moto tra terra e cielo, mentre immoto resta,

o il desiderio repentino all’alba, poi  dolce naufrago nel meriggio,

che nell’insoluto s’infratta, e inatteso scuote, di senso, i suoi piccoli sonagli.

La nebbia che non cade mai ci avvolge,

e apre,

all’abbraccio più dolce di dolcezza, e all’inverno il cuore,

come la tua mano, fredda prima e poi calda nella mia

che cerca e cerco. 

Ecco a che servo

e servire è mettersi a sé in disposizione.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...