che accade dopo l’uragano?

che accade dopo l’uragano?

Che accade dopo l’uragano?
Ciò che succede dopo una calamità è lo specchio della nostra realtà sociale.
Non quella raccontata, ma quella vera che ha bisogno di analisi e risposte.
Uso tre parole guida: solidarietà, diseguaglianza, normalità.
La solidarietà è quel meccanismo che non dipende dalla protezione civile, né dal ministero dell’interno, né dalle raccolte di fondi dei giornali. È qualcosa di immediato che supera le considerazioni di convenienza, che aiuta come può, e con quello che ha, persone che non potranno restituire ciò che ricevono se non facendolo a loro volta quando sarà necessario. La solidarietà è il collante di una società che accantona i luoghi comuni e affronta un problema nella sua urgenza ed evidenza.
La diseguaglianza è quel pezzo di realtà sociale per cui a fronte di una calamità chi è ricco, se perde la casa la ricostruisce senza problemi, se invece vive del suo lavoro, perde la casa e quello che ha, non solo non riuscirà a riavere ciò che era importante per lui ma si impoverirà ancora di più. Il fenomeno della segregazione delle elites, enunciato da Baumann, semplicemente racconta la realtà per cui, anche di fronte all’uragano, il ricco si chiuderà nel suo mondo e non vedrà, solidarizzerà, con i bisogni di chi subisce il disastro e viene lasciato a se stesso. Chi è diseguale per ricchezza è in grado di assolutizzare i suoi problemi, di influire sulla soluzione politica di essi e non riceverà risposte dilatorie alle sue richieste, mentre ignorerà la realtà degli altri.
Normalità è la condizione di apparente assenza del problema.
Il canale tombinato, la casa non a norma, il mutamento irreversibile dell’ambiente non sono problemi finché il canale non esonda, la casa non crolla, l’aria o l’acqua non generano malattie. Tornare alla normalità per chi subisce un evento che gli toglie ciò che ha, significa tornare alla situazione in cui stava bene, ma quello stare bene conteneva il pericolo, lo occultava, pensava che non sarebbe accaduto a lui.
E qui emerge un’ulteriore parola guida: consapevolezza. Solo chi vive la realtà ne può essere consapevole e farla diventare elemento di cambiamento, può togliere diseguaglianza rendendo sicuro l’ambiente in cui vive, può usare la solidarietà perché un problema di alcuni diventi un problema di tutti. Se invece passato il disastro ciò che ha permesso alle persone di riconoscersi come uomini e come portatori di bisogni sociali viene scordato, se ci si impedisce di vedere la realtà nella normalità, allora il disastro sarà ancora più grande perché preparerà il disastro prossimo venturo.

p.s. di questo ragionamento c’è una versione che riguarda il singolo e i sentimenti importanti e stranamente ha molti punti di coincidenza, ma questa è un’altra storia da raccontare.

2 pensieri su “che accade dopo l’uragano?

  1. Da una disgrazia si può risorgere o morire.

    La solidarietà è un qualcosa che nasce dentro, chi ha bisogno degli altri è come se si stesse ricercando: e lì si trova —-> negli altri

  2. Pensavo in questi giorni che anche di fronte ai disastri naturali c’è ineguaglianza e che non s’impara nulla. Quanto dici lo condivido molto. 🙂

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