Schincato

Schincato

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Il pennino è schincato, graffia la carta. Se tu fossi più in sintonia con il tuo tempo non avresti questi problemi. Poi si rimette in ordine, il pennino, ora il segno è fluido: aveva accavallato le gambe, incrociato le braccia: neghittoso. Bella parola, neghittoso, ha l’aria leggermente infastidita, si rifiuta con cortesia, un po’ il Bartleby di Melville con una varietà maggiore di parole. Fuori dal finestrino scorre un paesaggio a 240 km/ora. Campi, alberi, case. Pennellate grosse di verde, di arancio mattone e il grano, che ha già quel biondo che scivola verso l’oro. Ci sono pochi papaveri, la selezione delle sementi rifiuta i nullafacenti, i mangiaufo utili solo allo sguardo. E il tempo si vendica, irride le fatiche e in certi campi sembra che un gigante si sia rotolato tra le spighe. Ci sono segni, misteriosi e da interpretare, di gigantomachie, solo che Zeus ora siamo noi. Si è rovesciato il cielo, qui l’Olimpo e i tuoni, lassù le nubi gonfie di pioggia e di presagi. Le F.S. mi offrono uno snack: dolce o salato? Dolce. Tortino al limone, Riso Scotti, 144 kcal a porzione, però tedesche, perché la tortina è fatta in Germania per conto della Riso Scotti snack. È la globalizzazione bellezza, o forse noi non siamo piu bravi a fare i dolci. Non oso indagare sulla provenienza dei taralli. Del resto, mangio pesce africano o indonesiano, però l’Europa non vuole le braccia di quei paesi e tanto meno donne bambini. Sono come i papaveri: poco utili. Chissà se ha ragione, dottor Scotti, noi mangiamo la globalizzazione e intanto la globalizzazione mangia noi. A che servirà quel grano già pronto a essere tagliato? Aveva ragione il mio pennino neghittoso e schinco: cosa c’è da scrivere se non si medita e se si medita, passa la voglia di scrivere.
Eppoi queste suonerie col fischio del merlo hanno stufato, la scortesia ha stufato, sto diventando fastidioso. Sarà il tempo?

4 pensieri su “Schincato

  1. Lo scrivano..l’ho riacquistato da poco chè a volte mi capita di lasciare un libro che amo nei cafè dove si fa book sharing, una volta a Milano ho trovato anche un B&B delizioso. E del resto che dire: viva l’inutilità e spero che le tasse, almeno, il dottor Scotti le paghi in Italia. Buon rientro

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