biliardo e matematica

biliardo e matematica

Nei miei anni scapestrati (nulla di particolarmente importante, diciamo che seguivo la vocazione fancazzista), spesso bruciavo scuola. E non facendolo da solo, senza particolari fantasie comuni, si andava a giocare a biliardo finché c’erano soldi, poi si proseguiva in tutte quelle attività amene che una vita sana dovrebbe consentire, tipo giocare a carte, fumare, parlare tutta la mattina di calcio e filosofia, o semplicemente far nulla guardando il cielo stesi sull’erba. In quelle ore di pensieri obbligati dal rientro a casa in orario conforme alla scuola, mi venne inoculata un’idea che ho faticato a togliermi, ovvero che per giocare bene a biliardo fosse importante approfondire la matematica, e ancor meglio la geometria. Questo mi salvò dal luogo comune che molti praticano, ovvero il non capisco nulla di matematica però capisco di letteratura o filosofia, come se il letterato avesse una virtù nel non capire parti dell’ingegno umano proprio perché capisce altro. A me piacevano molto i romanzi e i saggi, leggevo assai e senza regole, ma la matematica mi serviva per vincere a biliardo e quindi la dovevo capire. Così mi misi d’impegno perché il gioco valeva la candela e qualcosa di compreso allora mi resta ancor oggi. Ma il mio stile a biliardo non ebbe quel miglioramento che attendevo, perché il mio compagno di sfide a goriziana era un idiota matematico che manovrava la stecca come un pennello e se non sapeva nulla, e neppure gli interessava, però giocava da dio e regolarmente mi batteva. Ma pur perdendo, miglioravo complessivamente per l’attenzione che mettevo nel capire dove sbagliavo, traiettorie, forze, geometrie, insomma la cosa servì ad entrambi per giocare partite interessanti. Credo anche d’essere stato un buon allenatore per sviluppare i suoi talenti in campi altrimenti difficili da esplorare, la discussione astratta ad esempio, perché divenne un importante manager d’azienda dopo anni di vita passati tra fumo e panno verde.

Perché penso a tutto questo? Perché credo che avere un’idea preconcetta delle cose può impedirci di vederle davvero. Ci sono persone che odiano il calcio e ci sono 10 milioni di ragazzi o over 50 che lo praticano senz’altra aspirazione che vincere una partita che dura 90 minuti e poi ricominciare la settimana successiva. Ci sono milioni di persone che non leggerebbero un libro neppure sotto tortura (pensando che gli manipoli il cervello o che sia tempo perso) e milioni di persone che senza leggere una pagina, immaginare un’altra vita, entrare in una storia, non prenderebbero sonno. Ci sono persone che ogni mattina leggono l’oroscopo e modificano la giornata in relazione ad esso e altri che non ammettono nulla che non sia verificato secondo il metodo scientifico anche se è davanti ai loro occhi. Ci sono persone che vivono di politica, e pensano che senza di essa nulla procederebbe e altre che se ne fregano, che non votano e che abitano esattamente le stesse strade, le stesse città: entrambe si lamentano, ma la lamentela è il più antico mestiere al mondo, ben prima della prostituzione mentale e fisica. Insomma credo che manchi a tutti una educazione particolare ovvero quella alla realtà, che non è quella che vediamo, ma quella insita nei comportamenti, nelle cose, quella che ci fa piacere o dispiacere una cosa. Perché questo avviene? Ecco la domanda che dovrebbero insegnare a porci, assieme a qualche strumento per darle risposta, ma questo non fa parte dei programmi educativi, scolastici o meno, meglio puntare sul luogo comune che è così riposante per il cervello e rassicurante per i comportamenti. 

6 pensieri su “biliardo e matematica

  1. Il solo porsi e\o sollecitare a farle certe domande sarebbe già un ottima cosa…
    E’ molto interessante il tuo voler approfondire la matematica e la geometria per poter vincere a biliardo… :))

    ben ritrovato
    ciao
    .marta

  2. In realtà non è servito molto per il biliardo, però una curiosità per i numeri e per ciò che contengono mi è rimasta. È bello sapere che sei tornata Marta, 🙂

  3. mi hai fatto tornare in mente quando frequentavo la facoltà di matematica e uno dei professori di algebra (era il preside della facoltà, un tizio famoso… 🙂 ) si fermava nel bel mezzo di una spiegazione, stava lì con i gesso a mezz’aria a bocca aperta a sognare ad occhi aperti..e noi studenti seduti in religioso silenzio ad aspettare che si riprendesse… poi scoprii a cosa pensava: alle mosse da fare a biliardo, di cui era un passionista sfegatato :-))

  4. Sia con lo sport che con la matematica non ho mai avuto chissà che bel rapporto.
    Ma forse perché non sono mai riuscita o non sono mai riusciti ad farmici appassionare. 🙂

    Bella settimana Will, con un sorriso
    Ondina 🙂

  5. Magari puoi cominciare ora, quello che si fa e si capisce è sempre adeguato. Cioè voglio dire che non è tardi 😊 Buona settimana Ondina

  6. Ho avuto alternativamente la fortuna e la sfortuna di incontrare buoni insegnanti di matematica. Quelli buoni davvero hanno spalancato porte, altri erano troppo avanti per la mia testa, però la curiosità me l’hanno instillata tutti. A cosa serve ? Ecco, questa domanda aveva sempre una risposta che rendeva concreta l’astrazione e la sintesi. Buona settimana Alidada 🙂

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