l’amore ai tempi del renzismo

l’amore ai tempi del renzismo

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Che poi, col tempo, la leggerezza diventa altro, ed è così profonda e modo d’essere, da non lasciare impronte mentre prende l’anima. Cura e onestà. L’amore degli adulti dovrebbe essere questo: un prendersi per mano, condurre ed essere condotti sapendo con chi si è.

In questo affidarsi c’è l’onestà del vedersi dicendo: sono così, ma non ti parlo della superficie, bensì di quello che poi davvero sono. E ti parlo di te, di come ti sento e vedo mentre ti apprendo dalle tue parole, dai gesti, dall’attenzione che ci scambiamo. Per questo abbiamo bisogno d’essere più veri, per abbandonarci con fiducia e per avere levità nel camminare assieme. Per quanto cresceranno le chiacchiere, la finta leggerezza e le piccole falsità attorno, noi sapremo dove andare, dove osare, dove portarci assieme.

Come un tempo, cura e onestà, ma più mature e quiete, e più profonde, sono bussole di questa travagliata stagione. E l’affidarsi seguendo l’intuito, non il bisogno, perché ciò che resta siamo noi, con quello che davvero amiamo, a partire da noi stessi.

5 pensieri su “l’amore ai tempi del renzismo

  1. ciò che resta siamo noi, con quello che davvero amiamo, a partire da noi stessi

    Sentammè:
    siamo _noi_.
    E questo è l’amore come lo intendi tu, tutto tuo, come lo vedi, lo vivi, ti va (più o meno) bene.
    Ora.

    Lascia stare il renzismo, per favore. 😉 😀 😛
    Altrimenti mi sembrerebbe quasi un metterci, a tutto ciò che di bello descrivi, un’etichetta e pertanto vederne ridotta la bellezza.

    Naaaaaaaaaa, è tuo.
    E al tempo TUO!
    Punto.
    😀

    Un sorriso e scusa se mi sono permessa 😀
    Ondina

    ps. meravigliosa questa poesia di Battiato 🙂

  2. Il renzismo è il pensiero prevalente, influenza quelli che vogliono lasciarsi influenzare, e al solito sono gli epigoni ad essere più pericolosi del capo. Assieme agli assuefatti, i conformi, gli indifferenti, ma se si resiste si punta ai fatti interiori, a ciò che vale per noi. E questo non è resistere ma essere. Tra l’essere una tinca o un un temolo preferisco provare a fare il salmone, l’acqua è la stessa ma la direzione è diversa.

  3. Essere veri è uscire senza truccarsi gli occhi dopo una notte insonne e regalarli con semplice naturalezza a un’incerto sguardo amico sentendo che Amico è per lo stesso occhio che ti presenta dopo una stessa notte insonne. Questa è l’ibrido del nostro tempoo. Altro è dei poeti o di chi seppe di Resistenza vera. Mirka

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