appunti

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Quando è più acuto il peso dell’insufficienza, il riposo nel relativo è una pausa ristoratrice. Costruire cattedrali di necessità genera certezze ed importanza, ma sacrifichiamo a un dio esigente e muto. Dov’è l’essenza, è una domanda perversa se induce a pensare che basti sforzarsi e le cose avranno un ordine, che la sintesi uscirà. Ma d’altronde è necessario difendersi dal contrario dell’essenza, ovvero pensare d’essere insiemi di dubbi che galleggiano in un flusso gassoso dove nulla si rapprende davvero.

Se si confronta l’analisi e l’intuizione, la seconda apparentemente più vicina alla libertà, prevale l’intuizione e l’ anarchica felicità del sapere senza sforzo. Ecco devo difendermi dall’intuizione come regola, senza cadere nella prigionia dell’ordine della conoscenza. Non è più possibile. quando si comprende che, per possibilità od età, ciò che non è stato fatto non potrà aver più luogo, vedere il mondo allo stesso modo. Si palesa la contraddizione del non essere stati allo stesso tempo liberi, ne l’essere stati come “tu mi vuoi”. E si vede l’inutilità di molta morale nei confronti della piccola felicità possibile. Ma se non cadiamo nella disperazione dell’impossibilità d’essere come vorremmo (per noi o per altri), potrà esserci, l’immotivata ( perché non ci dev’essere per forza un motivo alle cose )  fiducia che noi e qualcosa, rimetterà ordine alle tessere del mosaico e un senso ne uscirà.

Ci perdiamo nell’assoluto pensando ch’esso abbia a che fare con l’uomo invece, cercando appena oltre la nostra recente natura d’esseri d’intelligenza organizzata, non troviamo molto che non sia legato alla necessità. Così può consolare il trovare un’etica che superi il vincolo delle organizzazioni, delle leggi nate per regolare gli impulsi e gli effetti economici di questi. Qualcosa che sia prima della relazione ordinata dei sentimenti a fini sociali. Qualcosa che risalga a noi e ci mostri il mondo come lo vediamo davvero e non come ci vien chiesto di vederlo. In questa ricerca di un’ etica del sentire, trovo consolazione per tutto ciò che non ho fatto e speranza per ciò che accadrà, se potrò capirlo.

4 pensieri su “appunti

  1. Più di quello che hai detto , fra l’altro con estrema chiarezza e sicurezza, cosa si potrebbe dire?
    Di certo non scrivi senza aver ben riflettuto, non per gioco e neppure per esercizio. Hai la capacità d’indurre il lettore attento all’introspezione… e spesso mi trovi in totale sintonia, tanto da pensare: ” se avessi saputo scriverlo io così”. Perché per dire LS stessa cosa io avrei fatto uno scritto infinitamente lungo e tu…hai incastrato parole in una sintesi impeccabile.
    Buon giorno 🙂

  2. Laura: ti ringrazio, troppo buona, scrivo quello che penso. E’ una grande libertà e se qualcuno si ritrova mi sento meno solo 🙂

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