meditare sulla primavera

 

017

perché non lotti con la luce nuova, 

bisogna tener lontano il cuore, quanto basta,

e lasciare ch’essa entri,

rumorosa d’arcobaleni e vibrazione.

Solo allora il pensiero, il palpitare,

il battito d’un desiderio spento,

distratti dal colore,

si scioglieranno da quel grumo che chiamiamo amore. 

                                                                      Steso dentro al cielo, vorrei non volere per un poco,

né più pensare,

annegando nel profumo d’erba,

nel verde azzurro,

nelle nubi bianche,

nella forza che fa sbocciare il legno.

E con la linfa, che scorre tra le dita,

appiccicare allora i desideri al tempo mio.