bene fattori

Il nostro pensiero leggero e superficiale necessita di altre menti che scandaglino il profondo e si perdano nell’analisi del dettaglio. Sono bene fattori incuranti del rischio di scendere in sè. E’ loro il borbottio del mondo che ci alimenta e ci consente la meraviglia, l’incuranza, la mancanza di rigore.

è l’ora

Adesso è l’ora degli affari, delle scatole interessanti comprate come vuote. Dalle Cayman tornano i capitali e i cittadini onorari, tornano negli uffici dove la vista scorre sulla città posta ai piedi. E chi ha creato scenari di fuga arrota i denti: c’è carne a basso prezzo. L’economia irrompe nel sociale incurante della decenza e riconduce le persone deboli oltre il recinto del villaggio: lì resteranno da soli ad aspettare la notte. E ancora una volta la scelta è sul prezzo della solidarietà, l’essere clan è diverso dall’essere società, ma troppo spesso  il primo viene spacciato per la seconda. E’ solo questione di vantaggi, di appartenenze e ciò che sorprende è che i deboli non riconoscano la loro condizione come permanente e si affidino alla clemenza del principe anzichè alla forza della coscienza di essere molti.

improbabile blù nero

Ho riempito pagine di grafia fitta, tracciata in verticale, con questo inchiostro improbabile che sa di stantio. Evoca le grisaglie dei travet, dei diplomatici in cerca di trasgressioni contenute e bisbigliate in ufficio: hai visto, vuol distinguersi, ma si può usare? Le parole trasformate in segni non potranno mai squillare, ed ogni segno cercherà il successivo solo per farsi compagnia, come le frasi preoccupate e chiuse nella sintassi. La purezza del nero è solo un ricordo evocato, per mascherare l’imbroglio.

il tarlo

Perchè i blog con moderato tasso malinconico riscuotono tanto successo? Immagino sia perchè se ti fermano mentre spacci malinconia, non tolgono punti alla patente. Eppoi nella testa dell’uomo che non chiede mai funziona così: uno sale in macchina, mette in moto ed immagina con un sorriso, che la malinconia sia rimasta giù. E via verso mille nuove avventure. Per questo ci si compra l’harley, perchè è libertà dalla sfiga, perchè è trasgressione finchè paghi le rate, perchè la puzza di petrolio rimorchia. Ma forse il motivo dello spaccio malinconico è altro: la confrontabilità della sfiga, ad esempio, motivazione nobile per cui i guai altrui somigliano molto ai nostri, ma noi siamo speciali. Ai nostri guai non abbiamo soluzioni facili, sennò che saremmo speciali a fare, ed i buoni consigli che offriamo a mani larghe con noi mica funzionano.  E’ la croce rossa che ognuno possiede, come i medicinali in bagno, e che fa emergere le doti taumaturgiche che attribuiamo alla parola. Il sogno contemporaneo non è più la felicità, ma la sfiga con leggerezza come modus operandi per psiche forti. Speriamo di star bene, almeno un poco, chè la felicità è sguaiata; da incolti che non sanno. La malinconia rende interessanti, attizza, eppoi è così elegante. Vabbè vivere giorno per giorno, ma domani cosa mi metto.

l’arte oscura del rigare i sogni

M’ hai insegnato che con arte oscura i sogni son rigati,

d’unghia, di lacrime, d’inutile ansia.

Poi senza chiedere,

mani avvicinano lembi di vetro:

alle ferite parlano i cuori.

Che c’è da capire che non sia stato detto:

un’illusione sciolta, una passeggiata oltre il delirio,

la volta della notte da dipingere in blù scuro. 

Nel pugno il giallo, ad appiccicare stelle,

e ai tuoi piedi il tango, come mossa di cavallo.

Lei è Ute Lemper e chi volteggia tra pianoforte e gola, è Kurt Weill

 

il cavaliere folle

E’ bella la voce recitante: parla del cavaliere folle, ricama i silenzi dei suoni e delle percussioni. In questo dire in musica e parola, chissà chi è l’intermezzo. Il cavaliere è ammorbato dal suo passato, i sogni gli tolgono la realtà, l’amore è messo nelle mani sbagliate. Si alza il suonatore di tamburo e racconta della risibile lotta  che ammacca il corpo del cavaliere, ma anche dell’accoglienza in Barcellona. Lui, l’ultimo dei puri, trastullo di dame, ha l’unica risorsa della  pazzia che porta lo spirito oltre la fortuna. Sono  la vinhuela, il cimbalo, il cello e la viola da gamba a confortare il cavaliere. A che gli servono gli uomini se non a dire la sua impresa, il cavaliere è per sua natura, solo. Non c’è sorriso per il cavalier dalla triste figura, anche se serve ed è servito. La musica lenisce e la parola scava fino a dire che per l’uomo la ragione è la sua sconfitta, e ciò che annienta il sogno provoca il malstare.  Il cavaliere rinsavito, ripone le armi, brucia il suo passato e diviene un vecchio consegnato all’ affetto senza fantasia: troppo poco per colui che compì entro sè grandi imprese. Così nelle tre note finali sogno, allegria e gloria si confondono, e allora penso che rinasca di continuo tra di noi, e che sia pronto ad una meravigliosa impresa da dividere con i tanti Sancho disposti a sognare.

Il concerto di Jordi Savall è stato tenuto a Ferrara il 10 marzo

pensierini

La scelta del post precedente merita un commento. Perchè questa tra le tante edizioni di a good man is hard to find? Potevo scegliere Springsteen oppure qualche classica edizione degli anni venti ed invece mi ha colpito la voce di Doreen Beatty e la foto.

Lei sorride, è bella e sicura tra tanti uomini. La guerra è finita da poco, scorre voglia di vivere. Ha pensato che  i sogni possono avere consistenza se una tourneé in europa è stata così facile. E suonare jazz è bello. Quando ha cominciato non pensava  alla felicità che provoca la fantasia nel cantare. Negli standards si scrive l’impronta di sè, uguale e diversa ogni volta, e mentre  la voce si piega, si appiccica ai pensieri facendo vibrare la pelle sotto gli abiti. Soli e insieme, le parole adesso sono la storia di Doreen, ma anche quella di ogni musicista del complesso: ciascuno la sua storia in quelle note ed insieme, quella di tutti.

Doreen sorride, ha una collana sbarazzina, calze nuove di seta per gambe forti e lunghe, Mike è al suo fianco. E’ elegante e si sente bella; stamattina in hotel, un ragazzo le ha portato dei fiori e quando canterà, anche quei fiori avranno un posto.

L’europa nuova ha ricordi che sanno di polvere, e la primavera non finisce, spargendo speranza nell’aria. Consapevolezza che nulla è scontato e tutto è possibile: a good man is hard to find, si può cantare sorridendo, c’è del buono in giro.

a good man is hard to find

Decidere se tentare di capire oppure lasciare che sia l’intuito a scorrere come grani tra le dita.

Spesso per vivere è meglio la seconda che hai detto.

Dedicato a chi non ha rinunciato a sè e si meraviglia delle cose che si trova dentro.

qualcuno

 

cannes-1

Qualcuno da qualche parte ci salva. Non lo sa, ma ci salva. Da noi stessi innanzitutto e non lo sappiamo, quindi non ci saranno ringraziamenti in diretta. In tutta questa ignoranza di positivo c’è la gratuità. Come i lamponi e i mirtilli trovati al limitare del bosco, dopo aver camminato: si assaporano grati e inconsapevoli mentre nell’aria c’è odore di fumo e di polenta.