amletudine

La neghittosità del tratto, il silenzio e le perle buttate con noncuranza, l’arte somma del lasciar parlare l’evidenza al proprio posto. Un tratto, una riga ambigua, una foto esplicativa dell’hortus conclusus del proprio pensare. Dire? Il valore quando riconosciuto, verrà sancito da pochi vocaboli: la concisione è virtù preclara. Ma non è tutto virtuale, chè poi le comunicazioni dirette funzionano e ciò che interessa viene mantenuto attivo per altri canali. L’umano bisogno riemerge, si lascia solo cadere il contorno, e ciò che non è superfluo, rimane. L’assenza di blogroll, rimette al suo posto la cosistenza delle amicizie, nessuna confusione con la realtà.

Eppoi l’aristocrazia tiene a mente, non ostenta, dice e non dice. Ma soprattutto guarda e lo sguardo pesa.

portolano 7

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5873&ID_sezione=&sezione=

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/berlusconi-25-aprile/scalfari-25-aprile/scalfari-25-aprile.html

http://www.unita.it/news/84223/aprile_intervento_del_presidente_della_repubblica_giorgio_napolitano

http://www.corriere.it/editoriali/09_aprile_24/giovanni_sartori_una_terra_verde_produce_meglio_26c151e2-308d-11de-ac52-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/09_aprile_20/alberoni_9ff75208-2d6a-11de-b92c-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/09_febbraio_02/alberoni_5bcb0e82-f0f0-11dd-b48f-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/cultura/09_aprile_23/gladiatori_cantarella_2ac39510-2fd0-11de-8d39-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/cultura/09_aprile_07/corviale_scampia_1dff207c-2357-11de-aefc-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/cultura/09_aprile_21/burchia_biblioteca_mondiale_online_5264f006-2e7b-11de-bda5-00144f02aabc.shtml

biennale democrazia

http://www.lastampa.it/torino/pdf/biennale/Zagrebelsky_integrale.pdf

http://www.lastampa.it/torino/pdf/biennale/Napolitano_integrale.pdf

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/biennaledemocrazia/200904articoli/10191girata.asp

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/biennaledemocrazia/200904articoli/10295girata.asp

ho capito

Tre parole che verranno dette dal presidente del consiglio: la festa della libertà , mi hanno fatto capire che lo scippo è in atto. Partito della libertà e festa della libertà, vi dice niente?

C’è una Libertà che non appartiene, una Libertà che è religione, nell’accezione di Croce, una Libertà che non potrà essere se non condivisa. Di questa Libertà quasi 100.000 partigiani sono morti. Sapendolo o non sapendolo. Questa è la differenza tra chi sente che la Libertà è di tutti e quelli che la mettono nei simboli, ma non nell’agire quotidiano.

ritratti dell’est

Mi piacciono i ritratti dei fotografi dell’est, quelli dove emerge la persona, senza inutili allegrie  e neppure molte cose da mostrare.  I bianchi e neri scabri, fino al morbido dei grigi, i colori che  sono quelli di Feininger, dell’america postbellica, le luci gialle, crepuscoli freddi con rossi Agfa, più densi e meno brillanti dei Kodak. Parlare di dominanti azzurre o rosse, è fuori luogo: nell’era del foto ritocco digitale è la testa che conta, e il cuore. Se la tua porta è arrugginita e mobili di legno, inutilmente massiccio, è difficile mettere il futuro nelle cose, è possibile solo  investire sui volti, sulle persone, sui paesaggi che fanno emergere dialogo e anima. E anche i nudi sono senza le temperature di colore del benessere, patine di latte acidulo e odore di cavolo e borsch dalla cucina. Nel corpo, pensiero e parola.

Adesso mettendo le mie scarpe ad allineare i passi potrei riscrivere le parole che stanno sopra in altro modo, con mezzo viso verso est, porte che sbattono, serrature malferme, macchine fotografiche sempre un poco arretrate.

Ti farò famosa. Felice? Nò, solo bella. Non ritoccherò la linea della bocca, così irregolare da sorridere anche se non vuoi. Arretra un poco, lì tra la finestra e il letto, e dimentica tutto. Non pensare a play boy, e neppure a chi ti ha fatto l’amore ieri, scordati il seno, guarda me per vedere il tuo volto. I sogni che hai già speso, quelli che verranno rotolando ogni mattina. come biglie da fiera. Devi pagare l’affitto, i libri.  Che cazzata questa voglia di capire, ecco adesso lo sai, se sei magra non è per caso. Ma sei tu, senza alcun peccato rimesso, con qualche genitore sperso e fratelli che vorrebbero denaro. Sei tu che non hai voglia di fingere, sei tu che ti mostri e non ti offri. Fa freddo qui dentro. Facciamo queste foto. Poi ti mostrerò chi sei.

anche gli abbracci sanno d’erba bagnata

Nel grande vaso degli aromi c’è uno sgomitare di crescite competitive, qualche atomo si inala in quest’aria che promette bene: ferormoni e grande attività d’insetti. Guardando dentro, i nodi evidenziano consistenza e possibili intrecci: topologie risolvibili. E’ stagione di positività generatrici di forza, ne abbiamo bisogno per piegare i flussi che deviano le nostre vite. Concretezza è stendersi sotto un albero, su una spiaggia, sedersi al bar davanti alla vetrina e guardare fuori, lasciando che la consapevolezza entri. Il pil personale non diminuirà. Anzi.

E anche gli abbracci sanno d’erba bagnata.

25 aprile

Ho preso la decisione di celebrare il 25 aprile, anche se dove sarò lo comunicherò più avanti. Credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perchè di questa festa non se ne appropri soltanto una parte”.

Il presidente del consiglio, non può celebrare, può festeggiare il 25 aprile assieme a quella parte del paese che si riconosce nei valori della Resistenza e della liberazione dell’Italia  dalla dittatura fascista. Il 25 aprile è una festa di parte a cui si aderisce se si condividono principi e valori nati in quel momento storico. Altrimenti ci si tengono le proprie idee e si sta a casa. La democrazia è anche questo: poter avere idee differenti e non aderire.

Il fatto che i liberali e gran parte del paese stettero alla finestra durante il regime, che le leggi razziali passarono senza proteste, che poche e flebili, furono le voci della borghesia e che solo una parte si riconobbe poi in Giustizia e Libertà, questo fu determinante per il movimento di liberazione come lotta di popolo.

Per tutti questi motivi e molti altri chi festeggia la Liberazione dal Nazi Fascismo è persona di parte, che è contenta di ciò che è accaduto, che non rimpiange il fascismo e oltre ogni retorica sa cosa può accadere quando la libertà non è più così necessaria per la maggioranza dei cittadini.

Berlusconi non ha mai festeggiato il 25 aprile, ci sarà stato qualche motivo importante che gli ha impedito di aderire, se adesso avverte il bisogno di dire qualcosa, speriamo dica cosa pensa della Resistenza e del fascismo, così si potrà capire se questa è anche la sua festa.

Il ministro La Russa, invece, sostiene che “I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertà”. A quando la proposta di espellere i partigiani rossi dalla Liberazione, per portarci dentro i miliziani di Salò o magari riconsiderare la benemerita azione contro i rossi delle brigate Koch, Carità,  Muti e via andando? E’ interessante che un ministro, che in altri momenti è stato epigono della parte sconfitta sul campo e dalla storia, decida chi ha fatto la resistenza e liberato dal fascismo il Paese. Forse bisognerebbe spiegare a La Russa che lui, ex missino, in questa democrazia “rossa”, può essere ministro dopo essere stato all’opposizione, mentre nel regime fascista chi era all’opposizione finiva in carcere e al confino, non al governo.

Capisco l’imbarazzo e non trovo altra soluzione: restate a casa, ad ognuno i suoi morti e le sue glorie.

non capisco

Non capisco la sciatteria, la noncuranza che  allontana.

Ci siamo scambiati troppa confidenza, un tempo si diceva che le distanze servivano per star bene. Un lei è uno spazio reciproco, adesso siamo tutti appiccicati da tu e dal ciao che rende difficile la cortesia che si fa apprezzare. Il campo altrui viene invaso in questo immenso open space e pare naturale sia così, come pare naturale il rifiuto. Tutto abbassato, tutto oltre la creanza. Viviamo in atmosfere condizionate, sempre lo stesso calore estate e inverno, anche nei rapporti tra persone. Sarà così che il rispetto non è più pratica quotidiana e a pochi viene il ricordo che il lei aveva la temperatura della primavera  e il tu quella dell’estate.

Oggi se insisto sul lei sono guardato strano, perchè non si capisce che c’è il dare senza chiedere ed un piacere che nasce solo dall’esserci?

lettera ai signori spam

In questo momento Djouleez Smith è in attesa di offrirmi le sue prestazioni. Ieri su 300 spam, 5 hanno superato la barriera e sono stati impietosamente cecchinati. Perchè cari signori con gli improbabili nomi, che spaziano dall’italico, all’emigrato dell’est, per giungere all’alieno (parlo di voi, pieni di numeri e di xwy), non la smettete di sperare e mi lasciate perdere? Non è per cattiva volontà, ma non ce la faccio: più di 3 etti di cialis e viagra al giorno non posso prendere, il pene lo allungo costantemente e ormai è un impedimento alla deambulazione, in associazione con gli aiutini di cui sopra è un terzo imbarazzante braccio. Ho qualche migliaio di orologi in perfetta replica, segnano tutti ore tarocche, ma tanto ho tempo da vendere.  Sono a posto anche per l’elettronica e le macchine fotografiche,  ormai la mia casa è un nido di fili, alimentatori, telecomandi, telefoni senza fili, computer, apparecchi hifi  e l’enel mi considera un benefattore: non mi manda più bollette ma consigli di investimento per l’energia. Non in pochi, mi offrite affari sensazionali, con modico investimento posso avere pozzi di petrolio, attici a Manhattan, edifici commerciali a Shangai e a Chicago, purtroppo declino con cortesia, fare soldi è così faticoso e inutilmente dispendioso alla mia età. Con il software sono a posto, pur pensando di vivere illimitatamente non riuscirò mai ad utilizzare più del 5% dei programmi posseduti, gestire tre o quattro font ed alcuni generatori di slides e di fogli elettronici.  Casomai mi mancano le idee e le parole. Devo dirvi però che finora nessuno di voi ha offerto un pacchetto di sofware sinottico che mi permetta di confrontare tutte le versioni presenti sul mercato. Il software assoluto e la biblioteca di babele potrebbero interessarmi. Non so che dire alle signorine che mi offrono dettagli anatomici, a suo tempo volevo fare medicina, ma ho optato per sociologia. E ai signorini che vogliono testare il mio tasso di attrazione verso il mio sesso, devo ribadire che, per mia sfortuna, queste curiosità non mi sono mai venute. Ai gestori di catene di santantonio, alcuni di voi, invero assai minacciosi, perchè non mi dò una mossa a fare, diffondere, trasmettere, ma anche agli altri suadenti nel proporre positività senza contropartita, della serie tre nomi e la mia vita cambia, devo purtroppo dire che mi faccio male da solo, che cambiarmi la vita è un impegno di tale lunga data che, stanco, ho finito per accettarmi. L’unica catena che mi interesserebbe è quella per la liberazione da tutte queste intrusioni nella mia vita virtuale, e se qualcuno di voi la costruisce aderisco e ritrasmetto.

Cari signori dai nomi improbabili, tutto questo pullulare di interesse nei miei confronti mi imbarazza, avevo scelto l’understatement come filosofia di questi anni, avervi amici è decisamente faticoso, aumenta l’entropia dell’universo, mi toglie la gioia della noia, ma siccome sono paziente per natura, qualcuno di voi vuole spiegarmi perchè così tanta, diversa e bella gente ha a cuore le mie necessità?