io deludo

 

 

 

 

la foto non è mia,purtroppo
la foto non è mia, ringrazio

la lunghezza e la vaghezza sono un deterrente per qualsiasi lettura, qui non mi sono risparmiato e capisco chi salta ad altro.

 

 

 

 

 

 

 

Lei mi ha chiesto di incontrarmi?

Certo e la ringrazio per la disponibilità, incontrarsi al bar è così banale, scambiamo parole, concetti e li frantumiamo assieme alle patatine, ai crostini, li beviamo con i nostri aperitivi. Guardi questa piazza, è la cornice di tali e tanti discorsi, parole, baci diurni e notturni, carezze, improperi, addii e tradimenti che la salute pubblica, dovrebbe imbiancare i muri una volta all’anno, togliere la crosta di emozioni accumulate, rifare nuovo il contesto. Ma posso chiederle una cosa personale?

Quanto personale, l’indiscrezione dovrebbe essere commisurata alla confidenza e a ciò che si è ordinato. Lei quanto è disposto a pagare?

Dipende dalla sua risposta, può darsi che non valga nulla per me, che entrambi abbiamo perso il nostro tempo, oppure che valga molto ed allora la mia gratitudine sarà importante. Dipende. Deve correre il rischio che dopo tra noi ci sia disinteresse.

E’ singolare, ma accetto, comunque se l’indiscrezione sarà eccessiva, me ne andrò.

Entro nel tema: Lei cosa pensa del suo futuro, che progetti ha, fa dei progetti?

Certo che faccio progetti e chi non ne fa?

Non sia banale, mi scusi il termine, non ho bisogno di risposte vaghe, ma di sostanza. Qual’è il suo progetto più importante? Da quanto non immagina più il suo futuro con novità?

Abbiamo età confrontabili, nel senso che siamo negli estremi della stessa generazione, i miei anni in più mi hanno insegnato cose che Lei non ha vissuto. Noti che non ho detto “ancora”, perchè può essere che non le viva mai, anzi per buona parte sarà così, ma c’è un momento in cui i progetti vecchi non vanno più bene e si è ad un bivio: o nuovi progetti o nulla.

Mi faccia capire, per progetti Lei intende come io mi vedo e mi vedrò, per cosa lavoro, amo, vivo. Se è questo che intende dovrei parlarle delle certezze, delle persone che si attendono responsabilità da me, degli obblighi del lavoro, della difficoltà di vivere mettendo assieme desideri e possibilità concrete.

Mi parli di questo e di come intende uscirne, perchè mi pare un insieme di vincoli, di costrizioni.

Beh, gran parte degli sforzi nel quotidiano sono per reggere l’edificio costruito prima: matrimonio, lavoro, legami affettivi, non avanza molto tempo per progettare. E’ come se la nave avesse il pilota automatico, molta parte della rotta è determinata, anche le tempeste, sino ad un certo grado sono previste. Diciamo che evito i guai, cerco di comportarmi in modo da avere stima, credibilità, rispondo di ciò che faccio. Con una dose di mezze verità, con qualche aggiustamento o compromesso, ma non deludo.

Ah, quindi Lei è uno di quelli che non delude. Se permette: deludente!

Cosa significa, lei è offensivo, mette in dubbio la mia credibilità?

No, no la credo. Mi colpisce il fatto che Lei pensi di avere un progetto o un futuro e di non includere la capacità di deludere nel suo agire. O mi sta raccontando come si vorrebbe e non è, oppure non ha futuro. Cerco di spiegarmi: io deludo, con buona o cattiva pace di tutti quelli che mi vogliono intero o a pezzetti, io deludo. E’ il mio antidoto all’appartenenza, al vincolo dei progetti a quelli di un altro, all’obbligo di essere diverso da me stesso. Deludo e anche quando mi minacciano con la pistola della solitudine, non mi piego. Persisto. E’ il mio modo d’essere, la mia libertà, il mio essere responsabile verso me stesso e di converso, anche con gli altri. sono io se deludo, se non sono etichettabile, se non posso essere prevedibile. Per questo non prometto, per questo non ci sono che per pochi. Quelli che mi accettano, che non mi vogliono per se, ma sono contenti di ciò che sono e sarò. Chi crede in me, se mi capisce davvero, non resta deluso, restano delusi gli altri, quelli del bignami, quelli delle equazioni senza comprensione.

E il suo progetto allora qual’è visto che è destinato a deludere.

Non posso deludere me stesso, eccolo il progetto. Tanto generico da inserirlo in qualsiasi futuro disponibile, ma al tempo stesso tanto impegnativo da costituire l’etica del progetto stesso. Se non voglio deludere me stesso, non posso accettare ciò che sento sbagliato nel profondo, posso accettare  l’incoerenza apparente, ma non la perdita di dignità.

Ma allora gli altri non contano per Lei?

Gli altri contano tantissimo, ma non più di me. E badi bene che non è egoismo, anzi è la misura della responsabilità, che non è farsi carico del mondo costruito su di sè, bensi distribuire i pesi e i compiti. Nessuno che non condivida, può essere chiamato a rispondere di ciò che non è suo. Anche con i figli è così, si fanno nascere, crescere, gli si dà tutto quello che è possibile dare, ma da un certo punto le storie si separano, cominciano a dialogare e le responsabilità sono diverse. C’è un’evolvere della responsabilità, commisurata al progetto, fare un figlio è un progetto e la responsabilità evolve finchè una parte dirà all’altra: voglio fare da solo e nessuno che ami davvero dirà che non è possibile, che non è il caso. Da allora le storie e i ruoli divaricheranno pur dialogando.

Quindi anche Lei è responsabile, non è vero che delude e basta.

Lei non capisce, c’è una profonda differenza tra responsabilità  e delusione: si delude chi ci vuole avere solo per se, chi ci vuol togliere la libertà di dare, di amare, non altri. Si può scegliere di non deludere di assumersi un ulteriore fardello, ma è una scelta libera che spesso costa l’infelicità permanente, lo spegnersi della forza vitale, comunque è un atto di libertà. Cosa enormemente diversa dall’atto vincolato, dalla necessità indotta dal bisogno di compiacere. Vede non è necessario dire di si per essere amati, anzi dire di no all’inizio può sembrare una delusione poi se l’altro è in grado di amare davvero, il no viene riportato alla sua dimensione vera e cioè l’affermazione della propria capacità di discernere, scegliere, amare. Come dire: ti amo, ma non sono d’accordo.

Credo che Lei stia semplificando le cose, la vita non è fatta così, le persone non amano sentirsi rifiutare, se voglio un progetto assieme ad un altro devo adattarmi all’altro, ci sono i mutui da pagare, i figli da crescere, le aspettative sul lavoro, non siamo animali che vivono di caccia. Lei è un utopista oppure un egoista e forse entrambe le cose.

I suoi problemi, vincoli, necessità, dipendono da Lei. Lei vuole un futuro compatibile, un progetto possibile, bene. Ma non tutti i progetti compatibili hanno la stessa difficoltà, ci sono progetti facili e via via più difficili. La complicazione dipende dai limiti che Lei si mette, se Lei si innamora di una persona ed è già legato, dovrà scegliere e qualcuno resterà deluso. Cercherà il male minore, ma per chi? Ecco, se si risponde che cerca il male minore per sè, la delusione che causerà non sarà così alta da impedirle di progettare ancora, se invece non baderà a sè il mondo comincerà a chiudersi nel quotidiano. Questo non la esime dall’ingiustizia verso un altro, la responsabilità è portarne il peso e cercare che ci siano le condizioni per una futura felicità. Comunque ciò che volevo sapere, l’ho capito: Lei si arrabatta non mi ha raccontato nessun progetto vero e dà il nome di progetto ad una onesta e tranquilla carriera. Apprezzabile, se le basta…

E’ un colloquio poco piacevole, non so se la rivedrò.

Io credo di si, le nostre strade si intrecciano e mi sento di poterle parlare in libertà perchè Lei poi rifletta e se ritiene cambi idea, ma anch’io cambio sulle sue parole. L’importante è che il dialogo non si interrompa o che l’uno uccida l’altro. Metaforicamente si intende. Arrivederci intanto e si ricordi che io deludo ma non tradisco, ma questa è un’altra storia.

Ricorderò.

8 risposte a "io deludo"

  1. D’accordo con D.
    Io credo di saper solo deludere.
    Ho deluso tutti nella vita.
    E continuo, giorno dopo giorno.
    Ma non noto alcuna reazione positiva.
    Solo incomprenzione.
    Solo mollare gli ormeggi e trovarsi al largo.
    In balia di una corrente che non conosco e che non so bene dove mi condurrà.
    Odio le minacce.
    Oggi mi è stato detto: tu fai quello che credi e che ti senti. io mi comporterò di conseguenza… (notare i puntini finali di spospensione).
    Ho deluso.
    Sono delusa.

  2. Deludere come scelta di libertà, M., lascia qualche rimpianto, ma compensa perchè apre il futuro. Rispondere alle attese è un gesto di liberalità e come tale deve essere percepito, non come obbligo in cambio d’amore. Se qualcuno “si comporterà di conseguenza” sarai più libera e più sola. E’ il prezzo del futuro, come pagina da scrivere, altrimenti il tuo futuro lo scriverà qualcun altro.

  3. CARO WILLYCO,
    non volevo rispondere tante sono le contraddizioni alle quali far fronte e,dettagliatamente puntualizzare ma… se salto alla “sostanza” come sono solita fare quando a centralità di una domanda deve avere come “conseguenza” altrettanta centralità di risposta onesta,semplice,chiara.,forse,posso provare a dire la mia. La Vita come l’Amore è PROGETTO.Nasce in modo non definibile e ancora avvolto dalla nebbia.Ma un Sogno,la Passione civile,un Sentimento via via te nè svelano i contorni rendendoloForte e Coraggioso fino a Credere di poterlo realizzare. E quel raggio che si è acceso nelle tue vene,è anche la Responsabilità di portarlo avanti ,con tutta la Consapevolezza di doverne Attenzione e Cura come per cosa grande che la Strada ti ha fatto Dono.Tutto il resto sono ciance,alibi,incapacità del cuore a farne tutto sangue con l’azzurro al centro.Bianca 2007

  4. La delusione è un passaggio obbligato…può essere generata anche dal tradimento…tutto è rimediabile quando il tradimento non porta alla Morte…allora io deludo, ciao Salvatore.

  5. il tradimento.
    argomento troppo ampio a cui ciascuno di noi può dare la propria interpretazione, il proprio significato.
    io credo che anche il tradimento faccia parte della vita, di un dato percorso.
    parlando di sentimenti si tradisce, dal mio punto di vista, quando l’amore già non c’è più. magari si fa fatica ad ammetterlo, ma non c’è più. ci si trova già oltre l’amore.
    poi si può tradisce col cuore, con il corpo, con la fantasia.
    io lo intendo tradimento quando mi sento colpevole, quando non mi sento a posto con mi stessa e con il mondo.

    Willy, ci penserò a quanto hai scritto. sono d’accordo in linea di massima. ma poi c’è sempre questa maledetta frattura fra teoria e realtà. la vita reale, quella da vivere ogni istante, è più dura, più massacrante.

  6. non metto assieme il deludere con il tradimento, M., anche se spesso il deluso prova la sensazione di essere tradito nelle proprie aspettative, ma su quello che penso ci scriverò in maniera più compiuta. Per quanto riguarda il deludere una ulteriore riflessione può essere nel distacco tra ciò che comunichiamo agli altri, quello che “facciamo credere” e ciò che siamo davvero. In questo ci sono molte delusioni “colpevoli” agli occhi di chi non è sufficientemente attento, ovvero preferisce cogliere dell’altro ciò che gli va più bene, tralasciando il resto. Poi sono d’accordo con Te che il deludere è una pratica difficile e violenta nei rapporti, bisogna avere il coraggio di difendere ciò che si è con ci vuol bene.

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