ritratti dell’est

Mi piacciono i ritratti dei fotografi dell’est, quelli dove emerge la persona, senza inutili allegrie  e neppure molte cose da mostrare.  I bianchi e neri scabri, fino al morbido dei grigi, i colori che  sono quelli di Feininger, dell’america postbellica, le luci gialle, crepuscoli freddi con rossi Agfa, più densi e meno brillanti dei Kodak. Parlare di dominanti azzurre o rosse, è fuori luogo: nell’era del foto ritocco digitale è la testa che conta, e il cuore. Se la tua porta è arrugginita e mobili di legno, inutilmente massiccio, è difficile mettere il futuro nelle cose, è possibile solo  investire sui volti, sulle persone, sui paesaggi che fanno emergere dialogo e anima. E anche i nudi sono senza le temperature di colore del benessere, patine di latte acidulo e odore di cavolo e borsch dalla cucina. Nel corpo, pensiero e parola.

Adesso mettendo le mie scarpe ad allineare i passi potrei riscrivere le parole che stanno sopra in altro modo, con mezzo viso verso est, porte che sbattono, serrature malferme, macchine fotografiche sempre un poco arretrate.

Ti farò famosa. Felice? Nò, solo bella. Non ritoccherò la linea della bocca, così irregolare da sorridere anche se non vuoi. Arretra un poco, lì tra la finestra e il letto, e dimentica tutto. Non pensare a play boy, e neppure a chi ti ha fatto l’amore ieri, scordati il seno, guarda me per vedere il tuo volto. I sogni che hai già speso, quelli che verranno rotolando ogni mattina. come biglie da fiera. Devi pagare l’affitto, i libri.  Che cazzata questa voglia di capire, ecco adesso lo sai, se sei magra non è per caso. Ma sei tu, senza alcun peccato rimesso, con qualche genitore sperso e fratelli che vorrebbero denaro. Sei tu che non hai voglia di fingere, sei tu che ti mostri e non ti offri. Fa freddo qui dentro. Facciamo queste foto. Poi ti mostrerò chi sei.

4 pensieri su “ritratti dell’est

  1. Fotografare l’anima mettendoci l’anima. Molto diverso dal clic automatico di chi ferma particolari a caso, solo per immortalare l’ininfluenza di certe giornate vuote, piene solo di ansia da riempimento forzato.
    Chapeau, Willy.

  2. ANCHE SECONDO ME
    le fotografie non andrebbero ritoccate.Solo forse, qua e la ma da chi ama veramente la fotografia e soprattutto il soggetto,appunto per mostrare ciò che la persona amata è e magari non lo sa neppure! UN saluto a un Artista della scrittura e non solo.Bianca 2007

  3. paleso la mia presenza, l’aver letto questa meraviglia qua, e non aggiungo, che quando vuoi sai toglierci le parole di bocca. tutte.

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