il tempo scorre, le passioni sfuocano mentre altre si sovrappongono. Proprio come le ferite del tempo. Non c’è una scala delle passioni, nè dei ricordi: resta ciò che conta. La sera è il momento giusto per fare il vuoto, poi il caos farà danzare il nuovo. L’importante è avere sorrisi per governarlo.
Archivio dell'autore: willyco
miles mundi
Camminare nella vita con il sentimento del miles che conosce ciò che è importante dentro e chi lo condivide. Con questo bagaglio leggero affronta le sue battaglie. Sa che finiranno e che c’è un posto dove tornare. Perchè andare è necessario e avere una strada sicura è vitale.
cantante
Pavarotti non è stato solo un cantante e forse senza neppure volerlo, è diventato simbolo di un’ italia molto da vetrina. Le star nella lirica ci sono sempre state: quando si assiste ad un’opera, l’insieme canto, musica, parole, genera emozioni forti. Anche perchè si lavora su sentimenti e storie semplici, comprensibili. Il cantante, come l’attore, si trasfigura, è passione, storia, altro da sè e suscita identificazione e sentimenti. Quando tutto questo esce dai teatri, percorre la quinta strada, nel columbus day, su un cavallo bianco, percuote con il “vincerò” orecchie, indolenza e noia, magari con qualche brivido, non è più solo lirica. Diventa fenomeno sociale, identificazione in valori confusi e leggeri, ma veri e positivi. Non è l’identità dell’Italia che pensa, fa crescere e lavora in silenzio, ma dell’appariscenza è il lato migliore. Tra i divi fatti di pixel e Pavarotti, c’è molta distanza, in lui c’è arte e cuore, impegno e lavoro serio, qualità e voce vera. Anche molto denaro, storie da rotocalchi, ma perchè la vita dei divi è rotocalco indipendentemente dalla loro volontà. Ci ha rappresentato, molti non si sono riconosciuti, ma ci ha interpretato bene per le regole dei mondi che molti di noi non condividono. Ha cantato bene, ha sollevato grandi emozioni, è stato amato. Mi è spesso piaciuto quando cantava nelle opere, molto meno nei tre tenori, l’ho ascoltato, confrontato, apprezzato, criticato. I suoi limiti vocali, non mi sono pesati, anzi lo rendevano più umano. Non mi ha mai lasciato indifferente e non è poco e di questo ringrazio e rendo onore. E il fatto di voler essere ricordato come cantante lo assimilo a chi vuol essere ricordato per il suo lavoro, una cosa da persone serie.
LLD
Lost love day, l’unico allucinogeno ad effetto ritardato da festeggiare, magari, domani 6 settembre. Un giorno per gli amori perduti, passati, sprecati. Il giorno del digerito, del tratto di penna, del ricordo-sorriso accennato. Un giorno, in cui l’indulgere sarebbe sbagliato, ma anche pensare che qualcosa non sia stato. Un giorno di rabbia, ma solo uno, per il possibile buttato, giorno di gioia perchè, per fortuna, non è accaduto. Giorno in cui pensare, scordare, telefonare. Giorno in cui guardare, con indulgenza assolversi, di nuovo cominciare. Un giorno per non sprecare altro presente e futuro. Un giorno in cui viaggiare, coccolando ciò che ci pare e prendendo a calci quello che ancora fa male.
silenzio
Mi sono seduto in terrazza, ho spento il cd, lasciando che la sera mi prendesse. Difficile far silenzio: il pensiero salta, rumoreggia e scivola fuori dai recinti. Allora ho aperto un buco che portava nel nulla e da questo sono scivolati pensieri, suoni, tensioni. Il nulla accetta tutto, non inghiotte, non si apre: è un foro senza linee di forza. Così l’equilibrio è arrivato, per approssimazioni successive, correndo su spirali come gorghi. E anche il silenzio si è affacciato, mentre se andava il tempo.
vetri
Stanotte
spruzzi di parole e pioggia:
mi bagno
e vorrei pulire un vetro
appannato dal mio respiro
Pensieri alla lantana
In terrazza a guardare il cielo, senza impegno. I pensieri scivolano sulla vita viaggiante e tutto sembra possibile, ma non è urgente. Ringrazio la lantana per i suoi fiori e per il fluido quieto e tenero che emana. Non c’è tempo per tutto, ma per tutto c’è un tempo. Adesso pensiamo a fiorire.
sbandi
Una tregua, talvolta. Scegli tu i tempi, ma una tregua mi è dovuta. Quando eravamo bambini e non ne potevamo più di corse, grida, salti, qualcuno diceva “sbandi” e il gioco si fermava. Si raccoglievano le idee, quelle piccole da bambini, si impastavano con il sudore e le mani sporche ed era tregua vera. Piena di chiacchericcio e di risate, senza problemi, metteva assieme i “nemici. Poi il gioco ricominciava, ognuno al suo posto, fino a notte o al richiamo, inutile, della mamma. Tutto questo lo conosci bene, siamo stanchi entrambi: una tregua, poi si ricomincerà.
sogno
Rosa dei venti, De Lorenzo, Sogno, Valerio Borghese, Gelli: chi si ricorda più di cosa è successo dagli anni ’60 e perchè. Ma, Amiche care, secondo voi l’ Italia con un colpo di stato a destra, avrebbe avuto lo stesso sviluppo dei diritti individuali e collettivi. In particolare le leggi sul divorzio, aborto, maternità, sanità, statuto dei lavoratori, chiusura dei manicomi, ecc. sarebbero state approvate? Noi stasera abbiano concluso negativamente. Hanno influito sulle opinioni: feta con menta capperi e olive, pasta fredda con ceci, funghi e sottoli, coniglio al rosmarino, polenta doc, zucchine in concia e al pomodoro, dolci al cucchiaio. Aglianico, prosecco, merlot e amarone per limitare l’acqua e rinvigorire gli animi. La rivoluzione è una festa allegra!
salto
tra parola e pensiero, mettiamo l’essenzialità del salto