tra parola e pensiero, mettiamo l’essenzialità del salto
Archivio dell'autore: willyco
ognuno
ognuno insegue la sua insoddisfazione: i migliori non ne fanno una tragedia. I positivi ci bevono sù.
dance with me
Stanotte Leonard Coen per tutti: in vena, sulla pelle, dentro i sogni, zigzagando tra passeri e gabbiani, nell’angolo dei preziosi pensieri di una notte solo fuori dei vetri.
menù
Olive, spaghetti alla bottarga e zucchine saltate. Tanta bottarga. Piovra e insalata di mare, pomodori, risate, vino e dolce. Vacanze passate che diventano allegre, dimenticando le noie e i malumori di allora. L’amicizia è questo: la capacità di trasfigurare ogni cosa in nome dell’affetto che ci lega. Anche chi non c’era si è divertito, forse più di noi allora.
perchè spesso
” Perchè spesso seguiamo ciò che ci porta lontano dai nostri desideri? Ci inchiniamo alla polemica del giorno di cui capiamo la pochezza, ma di cui tutti si abbeverano. Ci accodiamo al dipanarsi della chiacchera di cui non ricordiamo più l’inizio, al ciarlare di chi affolla la fotografia ai piedi del sovrano.
E tutto intorno, c’è chi lavora, studia e coltiva idee che dureranno mille volte più di un lampo di notorietà in televisione o su un giornale. Ma tutti, spesso, abbiamo preferito quel lampo alla paziente speranza.
Solo quando perdiamo queste persone, i custodi dei semi, delle idee, del giardino nascosto delle parole, ci accorgiamo che non li abbiamo ascoltati abbastanza. Ma imparare l’arte di guardare oltre le luci, nella penombra, nello spazio quasi invisibile tra due pagine chiuse, questa è la sfida.”
Stefano Benni- Achille piè veloce- Feltrinelli 2003
ho letto
ho letto un bel pò di post, seguito tracce, i commenti, le repliche. Vita vera, cose importanti, gente bella, pensieri adeguati. Mi sono riesaminato su ciò che dico, concludendo che è importante per me essere in equilibrio tra pelle e testa, sempre ai limiti dell’aura. Ascolto, cerco d’essere bastevole a me stesso e quindi non d’altri : è ciò che voglio e non saprei essere diverso.
dignitario
Dopo molto pensare da solo (ma quanto è solitario un pensiero?), la conclusione è stata che solo la dignità ci salva e aiuta a combattere la pigrizia, la viltà ed ignavia che sembrano tranquille scorciatoie del vivere.
festa
Nel vicolo c’è festa stasera: un bimbo compie gli anni. E’ l’occasione per i genitori e gli amici di far festa. Abiti colorati, palloncini, voci e le prime risate. Mi hanno avvisato: ci sarà musica fino a tardi. Don’t Worry. Il vicolo diventerà magico stanotte, grazie alla famiglia ugandese.
sciantosi
Non è una malattia dell’anca, ma la categoria dei vipposi sovraesposti. E magari ci fermassimo alla rilevanza dell’organo dell’ industriale nudo, al fascino adiposo del politico, alla chirurgia emendante che rende velina una persona, agli incroci sessopallonari e canterini. No, signore e signori, svetta il corona, pensatore limpido per verbo e acuto d’ingegno in tempo di debolezza etica e non da meno il meccanico gestore di locale sardomarinato, modesto nel nome ma non nelle cronache, sottotitolato alla pagina 777. Tutti sincretici maestri nel far reagire il coro: donne, politicanti, cantautori, spendaccioni fiscoesenti, il paese annoiato e vociante. Se non possiamo farli tacere almeno togliamoli il Vip: non sono importanti per noi questi sciantosi. Un tempo una sciantosa poteva rovinare un uomo, una famiglia, mai un paese. Ricondurli al cafè chantant è buonismo, ma rivaluta i nani e le ballerine che almeno stavano al loro posto. E’ una speranza, ma continuo a pensare che solo il ridicolo usato a larghe mani ci salverà.
totalitario
Il pensiero collettivo è totalitario, riduce la mia libertà, la costringe a fatiche inutili. Non occorre un regime antidemocratico per avere un pensiero totalitario, basta che i temi e le urgenze sociali siano indirizzati ed entrino a far parte del pensiero comune. Il giudizio di valore e le priorità diventeranno oggettive perchè in tanti le pensano. Il pensiero solitario diventa deviante. E’ l’unica risorsa che ho per alimentare la dignità e il mio essere persona. Per questo non mi interessa gran parte della prima pagina dei giornali, ma leggo la notizia nella cortesia d’un gesto inatteso, in commento fuori luogo, ma senza stanchezza e lamento.