11 ottobre

A sera il pensiero acuisce,
libera ricordi,
all’impossibile dire
aggiunge imperfette parole,
poi il silenzio distilla le malinconie.
Penso a Te, insieme a chi amavi,
o da sola,
com’è stato per molto tempo.
Mi bastava saperti in buona salute,
cosa facevi di giorno, di notte
il tuo render nuove le abitudini,
i dialoghi strani e gli incontri fortuiti.
E mi sentivo sicuro nel mondo,
perduto nelle mie corse,
in quel perenne rincorrere la realtà
che lasciava spossati.
Mi chiedevo, negli anni più tardi,
a cosa pensavi,
la tua socievolezza aveva ore in cui eri sola,
e la televisione l’accendevi la sera.
Però s’invecchia se si lascia che il tempo ci metta in disparte,
a te non accadeva
e quando venivo a trovarti
mi accudivi come se la vita non fosse per entrambi passata.
Hai guidato con amore le vite,
anche quando eri sola,
e tenevi la tua libertà,
difficile e piena,
restando un porto dove trovare rifugio.
e alle nostre distrazioni,
offrivi l’illimitata fiducia dell’amore.
Ma cosa pensavi mentre gli anni passavano,
e piano, sfumava il lavoro.
Sfogliavi album e foto nella tua casa,
scorrevano anni e ricordi,
ma era adesso il tuo tempo,
tenevi fede al bisogno di pulizia,
cucinavi, mai solo per te,
e mentre arrivava la sera,
nasceva il bisogno d’una chiamata, per solo sentirci le voci.
Adesso mi manchi ogni giorno,
e sento che di noi tutti sono rimasto l’ultima traccia,
ma il filo di amore che ci avvolgeva le vite,
non s’è mai disciolto,
e ora trasforma la malinconia
nella gioia d’essere amato
e mi pare d’averti ancora vicina.

Un pensiero su “11 ottobre”

  1. Le tue parole fanno venire i brividi per quanto sono piene di amore, nostalgia e dolcezza. Questo vuoto è grande perché l’amore che vi univa era immenso, ed è normale sentirsi smarriti.,Raccontami ancora se ti va ti,cerca di trascorrere una domenica sera serena abbraccio forte 💌

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