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Informazioni su willyco

mescolo tempo e vita con passione e sono curioso, mi occupo più o meno di sviluppo territoriale compatibile con chi ci vive, annuso il presente. Difficilmente troverete recensioni di libri o di film tra queste note, anche i versi citati sono rari, perché mi piace la poesia come fatto personale. Ci saranno pochissimi giudizi, gran parte dello scrivere sono impressioni. Per le analisi sono noioso e lascio perdere. Non troverete un canovaccio prestabilito, ad altro è riservato questo luogo, di fatto è uno zibaldone del senso del mio tempo. Gran parte delle mie opinioni sono parziali, si basano su tesi affini e non assolute, sono verificate per quanto possibile, per voglia, per interesse. Ho dei principi basati anch'essi su un'etica appresa e rielaborata, su concetti di giusto e ingiusto che cercano di contemperare il desiderio con la realtà. Di mio ho aggiunto una sensibilità verso l'uomo, la sua carenza di protezione di fronte alla violenza, all'arroganza. Quindi mi muovo in un relativo che per parte piccola o grande è mio e per buona parte mi viene da ciò che ho appreso. Non insegnato, appreso, perché ho aggiunto una discreta propensione al rifiuto e alla libertà connessa. Quindi, traete voi le conclusioni perché tengo a poche cose per davvero e il resto è opinabile.

giorni nutella

Che sorpresa… Come stai?

Io? Ho un sacco di cose da fare. Ma è un buon periodo.

Sì, sono un poco stanco, si vede?

Vacanze, no, ho assunto due nuovi impegni, fino ad agosto non se ne parla.

No, non potevo dire di no. Hanno insistito: si fidano di me. Ridurrò da altre parti.

E’ vero che lo dico sempre e poi non lo faccio, ma stavolta non sarà così.

Certo, rispondo sempre al telefono. Chiamami quando vuoi, il telefono è sempre aperto.

Ci vediamo a cena, abbiamo un sacco di cose da raccontarci, anche se sempre più spesso non ho nulla da dire, mi sento vuoto, come se l’esterno assorbisse tutto. Sono una vasca con lo scarico aperto, resta solo la schiuma.

Altre cose? Non possiamo parlarne in mezzo alla strada, ne parleremo se mi viene, te l’ho detto, ho poco da dire, ma tu come stai?

l’85

Il maggio dell’85, la campagna elettorale, sarà l’ennesima sconfitta vissuta con decenza, vago odore di merda nel paese. Nani e ballerine diffusi, ma in fondo ancora pochi.

La tragedia dell’Heysel in diretta tv: terribile, sconvolgente.

L’estate dell’85, la grecia, il sole, pensieri diluiti nell’acqua fresca e l’ouzo, nell’azzurro delle case, nei geranei rossi sulle finestre a calce. L’estate dell’85, serate fresche sui colli, un senso crescente d’irrequietezza, il rifiuto di fare carriera nel partito.

Manca l’orizzonte, bisogna capire la Germania democratica, Praga. Non capisco. Passerà. E’ passato.

Ogni notte si ride, a Quelli della notte. Si ripetono di giorno le gag e si ride nuovamente, perchè in fondo la D.C. è rassicurante, molto più di Berlusconi.

L’estate è bellissima, una delle più belle della vita. Ce ne saranno altre.

vite accantonate

Le mie vite accantonate non hanno accumulato lacrime per divani tiepidi. Le lettere si sono sovrapposte senz’essere mai spedite. Eppure un momento senza tempo, simile alle fisiche stellari, ha generato emozioni, le ha tradotte in parole per poi spegnerle, incespicando alla fine, sull’ impotenza del mutare incomprensioni. Altre volte il percorso è stato baldanzoso e l’inutilità l’ha interrotto prima di scivolare in una cassetta postale. Allora le parole, han chiesto asilo ai miei cassetti, ora zeppi di significati destinati a me solo. Così ho esercitato il potere di dire e non comunicare, sottraendo speranza e allungando le braccia lungo i fianchi.  Non per paura, ma perseguendo il principio secondo cui la materia di cui son fatti i sogni alla fine risponde alla realtà. M’è rimasta la sensazione che la scrittura avesse già luce sufficiente per dirimere le angustie.

Ma non sempre è bastato…

la scelta

Andare o restare? Per quasi tutti la possibilità di scelta è solo teorica ed è un sogno che si consuma con il tempo. L’insofferenza sociale è cresciuta, molto più alta che durante la prima repubblica, assieme alla diminuzione della speranza di cambiamento. Eppure sappiamo che mai come ora c’è bisogno di idee fertili, di volontà forti, di poca acquiescenza. Solo che gli attori di queste possibilità sono schiacciati dai tempi lunghi del mutamento, così le loro esistenze si piegano e trovano una strada nel compromesso tra essere ed esistere. Tra i miei coetanei c’è un’idea malsana di politica, escludente e snob sino ad essere decontestualizzata: potrebbe funzionare su marte non in Italia. Come se alla fine venisse rifiutata la realtà per rifugiarsi in un quotidiano fatto di sogni già sognati. La povertà trasversale che oggi ci accumuna,  è l’assenza di sogni realizzabili.

portolano 9

http://www.repubblica.it/2009/04/sport/vari/alpinismo/torre-polemica/torre-polemica.html

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200905articoli/43370girata.asp

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?

ID_blog=25&ID_articolo=5902&ID_sezione=&sezione=#

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=6136&ID_sezione=38&sezione=News

http://temi.repubblica.it/limes/il-tabu-della-guerra-nellinferno-di-kabul/4180

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41#

il liberatore

Mio bisnonno liberava le suore. Quelle di clausura in particolare.

Faceva il muratore, era socialista e spesso lavorava nei conventi. Parliamo della fine dell’ 800, la condizione di miseria spingeva verso vocazioni e storie personali che avrebbero piegato vite, destini, famiglie. Il bisnonno usava immagini semplici e diceva: ‘ndè fora, tose, cossa fasio qua dentro, fora che xe la vita, i omeni, el mondo. Pitosto de stare qua, ‘ndè fare ‘e putane. Stanote ve lasso un buso nel muro del giardin, doman de matina lo stropo. ‘ndè via, bele, finchè si in tempo. (andate fuori, ragazze, cosa fate qua dentro, fuori c’è la vita, gli uomini, il mondo. Piuttosto di stare qua, andate a fare le puttane. Stanotte vi lascio un buco nel  muro del giardino, domattina lo chiudo. Andate via, belle, finchè siete in tempo)

Del resto lui aveva applicato anche in casa le convinzioni e la bisnonna che avrebbe voluto farsi suora, l’aveva sposato ed amato. Come si usava a quel tempo, anche se era un senzadio.

Lui, il liberatore, le aveva permesso di essere buona, di avere  dei figli, una casa e mangiare per tutti e quando se n’è andato, non mancava nulla dell’amore possibile. Da quello dei nipoti, a quello dei figli. Forse perchè non c’era nulla da dividere se non le poche idee forti e il culto della libertà. Mi piace pensare che capisse il libero arbitrio senza sapere cos’era e che l’uomo fosse davvero importante per lui, che conosceva il lavoro e la fame. Gli fu risparmiata la parte peggiore del fascismo e non fu poco.

era de maggio

questa canzone parla di una partenza per la guerra (era il maggio 1915), parla di persone che attendono, di ritorni, di speranze. Parla di un mese in cui è bello vivere, nascere, ricordare. E il dopo sarà dolce  tra i pensieri nuovi che liberano dall’inverno.

portolano 8

http://concita.blog.unita.it//Purtroppo_e__sempre_lui_376.shtml

http://concita.blog.unita.it//Difetto_di_seriet__374.shtml

http://www.unita.it/rubriche/cotroneo

http://www.unita.it/rubriche/Camilleri

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5897&ID_sezione=&sezione=

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Cucina/grubrica.asp?ID_blog=56&ID_articolo=885&ID_sezione=102&sezione=

http://giubberosse.blog.unita.it//Il_populista_che_non_sopporta_il_popolo_361.shtml

in difesa della melancolia

Amica mia, tu mi parli della tua tristezza come di qualcosa che cresce dentro, fino a diventare una seconda pelle. Invece io penso che la tristezza puzza, ma basta lavarsi e tu la confondi con la melancolia. In questo ti sbagli perchè la tristezza passa mentre la melanconia è modo di vedere il proprio limite e con cui si può vivere tranquillamente, ma non passa. La melancolia consente di guardare il mondo e ascoltare gli altri senza pensare troppo ai fatti propri e non impedisce di essere felice. A me succede così e l’entusiasmo a volte, mi prende e corro forte, ma davvero forte e altre volte guardo il cielo, felice di essere fermo. Il fatto è che ho scelto di vivere e questo comprende tutto il campionario e quando sono incasinato, non scappo. E’ vero che alla fine ci si impara a curare e a gestire gli equilibri, ma questo non mi ha salvato e i ceffoni non sono mancati. Qualcuno l’ho cercato, altri sono arrivati immeritati, però quello che non uccide, fortifica. Posso solo augurarti la felicità che serve e di mutare la tristezza in consapevolezza. Come lo auguro anche quelli che non sono pessimisti, ma semplicemente sanno come va. Per il resto ognuno si rinnova come sa e come può, ma credimi la tristezza passa se non ci vuoi vivere assieme.

capostazione

li ho persi tutti,

i treni,

non mi sono mai mosso,

eppure mi salutavano, tristi o felici

da finestrini appannati.

Li ho fatti partire,

fermare, deviare

conosco gli orari

il prossimo domattina.

E’ bello sapere

che ho un’altra occasione.