S’adagiano le nubi sui loro pensieri,
sentono l’aria e l’acqua ch’è loro natura,
il volo delle foglie lontane,
I frulli delle alate creature,
vedono l’erba che balla nel vento,
e le corse, gli animali e le impronte,
e gli uomini, il fare convulso,
le strade affollate di macchine,
i cortili dove I bimbi sono chiamati alla cena.
Vedono e sentono, e a ciascuna cosa danno un nome,
ripetono parole tra gocce e cristalli
e con altri occhi guardano il cielo.
Le stelle non sono mai silenti,
la luna è parte del giorno,
altri I nomi e un infinito cullare,
I venti le fanno sognare.
Le nubi addensano o sfioccano
e tengono pensieri fedeli alla loro natura,
uniscono morbide pezzi di cielo,
sono sentire che goisce d’esistere.
Una voce cerca le parole,
qualcuna arriva in ritardo
altre si sono perdute per strada,
sono accenti lontani d’un mondo che muta, sgretola I nomi,
mentre arruffa grammatiche stanche
ora I pensieri sono più brevi,
ma è solido il sentire,
ed è dolce il tuo bene che avvolge la voce.
Come le nubi guardi l’erba, le foglie,
ancora conosci I nomi dei fiori,
il tuo gatto ti accarezza col pelo
e posa le morbide zampe sul collo,
desideroso d’abbraccio.