
Intanto dissemina foglie e piccoli rami,
è incerta la fredda stagione.
Aggiunge freddo, ma è estate sui corpi,
aggrega a crocchi sotto le luci,
sbocciano risa, la gioia dell’essere all’aria,
uccelli che hanno pensieri leggeri
e ancora I voli d’estate.
Appena in disparte, una coppia si bacia,
si stringono I corpi, ma non basta,
cercano attorno, si fermano,
indecisi si guardano
poi s’allontanano nella fretta d’un pensiero che cresce.
Colpisce il ricordo, la sera,
si esalta il colore del cielo,
e nel cuore conficca parole
che vorrebbero ascolto,
si fermano tra labbra indecise
e timide accantonano dinieghi.
Sono fruscio di foglie che ondeggiano, resistono, cadono
poi mulinano in vortici
nell’ irrisolto ancora tiepido vento.
Le voci, I corpi si muovono,
ciascuno cerca un sé glorioso,
un piacere che venga a scompigliare le ore,
le libertà si sottraggono prima dell’incontro,
poi è la sorte che a volte benigna
ricolmerà il colore dei giorni,
li enumererà d’infinito,
e nulla mancherà alla parabola che si fa vita.