
L’essenza vuole ciò che le spetta
e non transige.
Chiude l’insoddisfazione in piccoli angoli di cuore,
ed è schiuma che trabocca
come birra dai bicchieri,
il dito la raccoglie,
sulle labbra è l’amaro freddo.
Apparenza per il vento, l’albero,
ma è nelle radici che ama,
e chiede la luce che gli spetta,
offre i frutti che non vorrebbe colti,
ma li cresce nel fulgore,
e sogna siano avvolti da amorosa mano,
e tenuti preziosi al dono.
La luce e il frutto,
sono sentieri che conducono al profondo,
chi potrà accedervi
se tu non lo dischiudi?
Ogni bisogno è un giardino solitario,
in esso c’è l’universo che racchiudi.
