
Non ho più strumenti d’analisi del presente. Quelli della mia formazione scientifica sono arrugginiti, inattuali, difficili da usare dopo tanto tempo e comunque mi lascerebbero vaste pozze di buio. Mi resta la letteratura e la poesia, un poco l’immagine fotografica per analizzare la realtà, come io sono in essa. Consequenzialità determineranno il futuro, sempre più ricco di mistero come s’usa nei tempi in cui correnti e flussi di fatti s’incontrano e si mischiano
Ciò che adopero, distratto indovino, sarebbe sufficiente per un analista ma per un dilettante di auto analisi è il regno del pressapoco e del dubbio. Non disprezzo nessuno dei due, ben conosco il loro limite, eppure contengono molta più verità della manipolazione materiale e immateriale in cui, come tutti, sono immerso.