la cura dell’orso

la cura dell’orso

Ti dicono: ma che hai? cosa ti fa male? Vuoi dirmi?

Ecchè sono tutti dottori, tutti psicologi, tutti analisti?

Se ti fa male l’anima hai bisogno di capire, di rintanarti un poco, di farlo uscire quel dolore che non ha un nome sufficiente. Con una ragione che non basta. Allo stato puro. Cristallino.

Poi verranno i motivi veri e sembreranno sproporzionati. Così quieti per molto tempo. Inani. Piccoli, come certe bestioline estive che quando ti pungono gonfiano subito la gamba, il braccio, il collo, e più ti gratti più ti gratteresti, e al male aggiungono il male. Insaziabili. Almeno morissero dopo e invece scopri che non è così. Che potranno pungere nuovamente e iniettare veleno. Sono tutto veleno, ma avranno pure una vita, no? Mica pungeranno sempre, faranno altro.

Dicevo che quella cosa piccola, dormiente e scatenante (mica me l’ero scordato che l’avevo lasciata là, appesa a un inizio di frase), si è rivelata come un grande episodio d’incomprensione, di autocomprensione, di autoanalisi, fallita, incompleta, sottovalutata. Tutto auto, dipendeva tutto da noi, il resto ha fatto da cornice, da catalizzatore, da innesco. Così si è scatenato il malessere e poi quel dolore dell’anima. In fondo ogni dolore è la reazione sana a un fallimento, il limite ad un eccesso di auto stima (ancora auto, che ci dice che facciamo tutto da soli, fallimenti dell’io compresi), e quel dolore, dopo la purezza del distillato attende d’essere intorbidato dalla comprensione, di servire a qualcosa, essere metabolizzato. Che brutta parola metabolizzare, non esce niente nel dolore, se si capisce qualcosa cambia, qualche cellula, e si fa un passo avanti. Due caselle e una a lato, come il cavallo. E non si chiude qui. Non si chiude nulla, si è attivata l’intelligenza di Ulisse. Il cavallo è questo. E poi si va avanti, ma mica si ripete.

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9 pensieri su “la cura dell’orso

  1. Ma possiamo pure evolvere Silvia, imparare, star bene almeno per un po’. Buona giornata a Te e a chi passa, qui c’è il sole

  2. ripartire è necessario, meglio se si è capito qualcosa in più, se la valigia è più leggera. E il veleno resta finché non lo si guarda davvero dentro. Funziona, magari ne arriverà qualcun altro di dormiente, ma funziona.
    Benvenuta rosenuovomondo 🙂

  3. Hai scritto un grande post. E si riparte sì, malconci e malfermi, ma… avanti tutta con nuove consapevolezze!
    ciao
    Marirò

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