andar via per allegria

andar via per allegria

Forse era già un saluto quel sorridere, baciare e abbracciare ripetuto. Preso per allegria da feste era invece un preannuncio che saresti andata via. E ora penso sia per un amore travolgente, per una svolta improvvisa e incontenibile, che hai fatto quello che tutti sogniamo e di cui a volte parliamo: chiudere una porta e andar via. Che fosse per questo che gli occhi ti ridevano, e luccicavano, quella sera, guardando noi privi di un simile coraggio? Comunque sia, ti penso avvolta da un’ allegria senza ritegno, da emozioni nuove e pensieri appena distratti dal ricordo. C’è chi dice tu sia a Napoli, altri a Palermo, segno che, oscuramente c’era chi sapeva. Prima o poi, arriverà il tuo messaggio che racconta, ma intanto, in quest’anno che finisce, una libertà che lascia attoniti percuote le nostre abitudini e tu sarai divertita d’essere sulle nostre labbra. Siamo gli stessi, un po’ più piccoli, consapevoli e poveri di sentire. Presi dai dubbi e dalle scontentezze non diamo spazio ai sentimenti che travolgono le vite, conteniamo e restiamo attaccati alla realtà insoddisfacente mentre tu voli. E te lo dirò, prima o poi, che distanti siamo più soli ogni volta che ci si pensa. Hai però mostrato che si può fare e dar sostanza ai sogni, così ci hai regalato la speranza che davvero non sia tutto così perduto. 

10 pensieri su “andar via per allegria

  1. Certo ci vuole coraggio ad andarsene.
    Ma a volte ce ne vuole di più a restare.

    Bisogna capire cosa si cerca e cosa si non si vuole più.
    Essere nel contempo consapevoli di cosa ci si lascia alle spalle.
    Perché mica è detto che lo si ritrovi, se si cambia idea.
    Sul cosa si possa trovare altrove non c’è alcuna certezza, il più delle volte.
    Ma quel che è sicuro è che non si riuscirà mai a fuggire da se stessi….

    Concludo riportando qui una frase della grande Alda Merini:

    Non si scappa mai dai luoghi, nè dalle persone, nè tantomeno dalle circostanze: si scappa da se stessi.

    Non c’entra coll’andarsene 😀
    ma approfitto per lasciarti qui, Will, i miei più sinceri auguri per un 2015 serenissimo e in salute e colmo di tutto ciò che desideri 🙂
    Con un sorriso
    Ondina

  2. Credo che la mia amica ci stia provando sul serio. Certo lascia cose e persone, ma stare assieme senza voglia sarebbe stato peggio. Non credo torni, se sceglie pensa che quella è la vita che vuol vivere. E la Merini ha ragione sullo scappare, ma lei semplicemente è andata via.
    Gli auguri te li faccio domani Ondina, però i tuoi li prendo subito, come quelli di Silvia, spero che il nuovo anno sarà pieno di vita per tutti, sereno quando serve e interessante quando lo si desidera.

  3. Sai perchè mi piace questo tuo scritto? Perchè è aperto ad un futuro che ognuno legegndo può costruirsi come vuole, e farlo proprio. C’è molto passato dentro le tue righe, molto di te ma anche molto di noi che leggiamo. C’è molto Willyco. Buon anno nuovo sinceramente.

  4. Hai ragione Gialloesse le responsabilità sono un attack che tiene assieme le persone, relativizza i disagi, abitua a resistere nelle situazioni che farebbero andar via. Per fortuna della mia amica non ci sono grandi responsabilità oltre a un legame precedente ampiamente usurato. Un giorno, non molto tempo fa, mi ha detto: se Anita Garibaldi se n’è andata da un paese quasi irraggiungibile e aveva 4 figli perché non potrei farlo io?

  5. Sono scelte troppo personali alle quali è difficile esprimersi.

    Il richiamo alle responsabilità di cui accenna Gialloesse fa parte di questo tipo di decisioni a prima vista improvvise ma che invece maturano nel quotidiano vissuto dove le responsabilità non sono solo di chi va…ma anche di chi resta.
    La cura quotidiana e le attenzioni che mancano l’uno verso l’altro alla fine a volte esplodono così.
    Ma quanto possono inchiodare le responsabilità? Sono solo di chi va via? La trascuratezza di chi resta….la superficialità a volte, il non ascolto…non sono assenza di responsabilità e rispetto?

    Sono domande che mi faccio…dopo che si vedono diverse situazioni di unioni più che decennali che si spezzano e che viste dal di fuori sembravano (quasi) perfette. Insospettabile prevederne il risvolto.

    E la fragilità umana grida la sua parte, l’entrata in scena.
    I sogni si possono realizzare ma hanno sempre un costo, sempre e sempre.

  6. Cara Marta, condivido profondamente ciò che dici.E’un tema quello delle reciproche responsabilità che non può essere risolto attribuendole solo ad uno dei due protagonisti di una rottura. Come in un principio d’amore sono tali e tante le circostanze che concorsero alla sua nascita, che molte di più concorrono alla sua fine. C’è una fragilità insita nell’uomo,e per fortuna è così, perché ciò che si disfa può diversamente rifarsi, dopo il dolore. Credo anche che nella gestione dei sentimenti servirebbe la semplicità e che questa invece sia molto inquinata dal possesso. Mi hai fatto tornar a mente un film che mi ha insegnato molto, ne scriverò prossimamente. La tua conclusione sul costo dei sogni è così vera, solo che quando si sogna non ci pare e chi ha la forza di realizzarlo il sogno lo affronta lietamente con animo di fanciullo.
    Questa mattina ho fatto gli auguri agli amici di Teti, Austis, Sarule, posso farli a te? Auguri Marta di cuore 🙂

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