mattutino vecchio e gufo

mattutino vecchio e gufo

Sta accadendo qualcosa in questo Paese. E pure nel mondo. Crescono le povertà, l’intolleranza sociale e religiosa, la paura di nuove malattie come l’ebola, le guerre e gli eccidi. Le crisi si intrecciano e, seppur rimossa, un’ inquietudine serpeggia. C’è un cambiamento senza entusiasmi nei cittadini, più per disperazione che per scelta o volontà. Molti si sentono stremati e seppure tutto sembra continuare e funzionare, non si sente il profumo di avvenire. Si è rotto l’ascensore sociale. Cosa significa? Che si sale a piedi o non si sale proprio?  Ciò che va, procede un po’ meno bene, senza l’euforia della speranza. Le parole non bastano: questo sarà il più meraviglioso Paese al mondo, ma se hai 50 anni e perdi il lavoro non hai più speranza. E anche se ne hai 30 di anni, le tue speranze non sono molto più alte, sei solo più giovane. Basta?

Con il tfr in busta paga (giusto che ci sia una scelta del proprietario di quei soldi, ovvero il lavoratore), che accadrà della previdenza integrativa? Eppoi se vengono dati in busta paga soldi propri, che spinta egualitaria è? Pagano i soliti, e non sono contenti. Non c’è novità in questo. Tra le cose di questi giorni, non c’è solo l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ma i contenuti vaghi della modifica dello statuto dei lavoratori, con le parti già note  che renderanno molto meno contrattuale ed egualitario lo scambio tra lavoro e retribuzione. Ma ciò che offende sono i modi e la violenza con cui si procede. Chi si sente da sempre tartassato, dovrebbe essere contento? Ieri sera il senatore Valter Tocci, si è dimesso da senatore dopo la fiducia, era uno di quelli definiti, molto elegantemente dagli epigoni di Renzi, attaccati alla sedia. E se fosse vero il contrario, ossia che tutto ciò che è difforme, che discute, viene invece visto come una minaccia alla propria di sedia. Chi va in direzione contraria sceglie ciò in cui crede ed è difficile tenere insieme la coerenza con la costrizione ad essere altro. La voce di Valter Tocci è importante, appassionata e intelligente, ne abbiamo bisogno tutti, spero lo convincano a restare al suo posto. Anche Renzi ne ha bisogno, lo capirà oltre le frasi di rito?

Ieri, più di altri giorni, si è detto che tutti devono contribuire, che per uscire dalla crisi servono sacrifici e nuove tutele adeguate al mondo attuale. Mi sono sentito irrimediabilmente vecchio, ormai ai margini di un pensiero che vorrei analitico, ma non lo è. Si procede per slogan e subentra il conformismo a chi ha potere, per cui il nuovo e la sua individuazione, non passa attraverso gli strumenti che conosco, l’analisi, le alternative e gli scenari, il contraddittorio, la discussione, la sintesi. Tutto superato. Avanti per strappi senza avere un programma, come se in continuazione si dovesse dimostrare qualcosa a qualcuno. Se l’Europa è un problema lo si dica e si proceda in conseguenza, ma sembra che ancora una volta il problema siano i cittadini, noi. La patrimoniale sui patrimoni veri non si vede, ma allora contribuiscono tutti oppure i soliti che non possono scappare? Così è per l’evasione fiscale. Il falso in bilancio non si vede. Reati per cui in paesi come gli Stati Uniti, si va in galera per anni, qui non esistono. La giustizia si impantana nella gora delle alleanze di governo. Cos’è la giustizia giusta? Quella delle immunità e dei processi infiniti? Per il senatore Azzollini, Ncd, presidente della commissione bilancio, ieri relatore in aula per il Jobs Act, la giunta per le elezioni e l’immunità rifiuta l’autorizzazione ai giudici di verificare intercettazioni e tabulati relativi ad una presunta truffa che riguarda la costruzione del porto di Molfetta, il senatore Casson, si autosospende visto il voto del Pd in giunta. Si sa che il senato non ha la maggioranza, ma qual’è la Parigi per cui val bene una messa? Alla fine del cambiamento saremo tutti diversi, di sicuro più vecchi, molti o pochi, e io sono tra questi, più svogliati e malinconici. Non è nostalgia di un passato che ha molto di buono, ma altrettanto di guasto e opinabile, è la convinzione della propria inutilità al cambiamento. Così ci si sente vecchi e gufi e non interessa più aver ragione, ci si dedica ad altro, si esce e basta.

2 pensieri su “mattutino vecchio e gufo

  1. Credo che il problema principale è che non si spera più in un cambiamento….le cose non cambieranno mai, l’unico modo purtroppo sarebbe che saltasse fuori un Signor Vendetta dei giorni nostri e che in un colpo eliminasse tutti, ma proprio tutti, quelli che ci comandano! E’ brutto dirlo, ma se non se andranno loro le cose non cambieranno mai, i sacrifici sono sempre e solo per i soliti noti, e loro come sanguisughe senza ritegno continuano a vivere a sbafo di questo povero Paese! Ma che possiamo fare? Alternativa non c’è perché questo stato di cose sta bene a tutti loro, intendo politici e governanti, e sperare che si mettano anche loro a fare sacrifici è pura utopia.Quindi senza speranza non si può vivere bene….si cerca di barcamenarsi alla meno peggio per tirare avanti, ma l’entusiasmo e la voglia sono ormai solo un ricordo….

    Date: Thu, 9 Oct 2014 08:47:44 +0000 To: silvia-1959@live.it

  2. Letto! E riletto! Masticando amaro. Si esce volenti o nolenti anche per questioni di anagrafe, un po’ smarriti. La cosa più brutta per me è che non mi accontento più nemmeno di leggerlo un bell’articolo come questo. Lo digerisco male e basta, si esce.

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