dizionario

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Forse è vero che in realtà le cose sono semplici e che abbiamo necessità di complicarle per far spazio ai nostri compromessi. Eppoi cosa sono i compromessi, se non il tentativo di vivere, di trovare una compatibilità tra il troppo che viene richiesto, dentro e fuori di noi, e ciò che vorremmo. Anche le domande sono semplici e le risposte spesso difficili nella loro incompatibilità con i desideri, il piacere, la stessa possibilità di esercitare la libertà. Di quante finte libertà ci circondiamo, libertà d’accatto, possibili e inutili al tempo stesso. E abbiamo parole che contengono significati non spendibili nel vivere, assolute nelle definizioni così semplici, radicali come le risposte che vorremmo dare.

Fosse facile, ma non lo è, e così bisogna complicare, introdurre variabili, utilità inutili. Viene a mente un volo di passeri che prima becchettano e poi, per un imprevisto, s’alzano tutti assieme e dopo poco, immemori, ritornano perché l’interesse è quel cibo, non il luogo, quella necessità comune che si traduce in vivere. Dirai, che c’entra? Nulla e molto, ma prova a pensare: fare le cose per il momento è semplice, la fame bilancia la paura, però non cambia le vite e a noi questo non basta, cosicchè anche la fame verrà complicata e così la paura, e non ci saranno più azioni che corrispondono a fatti, a domande pure, ma tutte fasi intermedie che complicano la semplicità. Dobbiamo accettare la nostra complicazione, semplificarla il minimo che basta per fare un passo avanti in una direzione che faccia sentire più leggeri.

Ci siamo dati un linguaggio per descriverci e descrivere, e il limite era proprio nelle definizioni, nei concetti, che non sono un punto di arrivo, ma di partenza. Siamo partiti dalla complicazione e siamo approdati alla semplicità, nei dizionari però, e invece la vita si muove a rovescio, complica ciò che è semplice per renderlo compatibile a noi e seppellisce i significati tra le righe. Così quando ci parliamo davvero, dovremmo superare il significato delle parole, cogliere gli altri linguaggi e pian piano togliere fino a chiedere e chiederci: qual’era la domanda vera? 

9 pensieri su “dizionario

  1. Semplice come l’acqua non inquinata. Ma esiste? Perchè si strumentalizzano anche le parole?… Perchè la verità ha spesso bisogno di tendere trappole anzichè comunicare con ls parola che urhe da dentro? Buona domenica signor willy. Mirka

  2. A volte é più difficile formulare la domanda che cercare la risposta. A volte siamo campioni nel complicarci la vita, davvero dei campioni….

    Buona domenica
    .marta

  3. Siamo così sicuri che ci piaccia la semplicità o meglio (che è diversa) la semplificazione?
    Non è che ci annoieremmo un po’ senza complicarci la vita? 😀 😉

    Ti sorrido e ti auguro una buona serata e una buona Festa della Repubblica per il dì che verrà.
    Ondina

  4. Vivere, essere, agire nella semplicità è virtù dei geni o dei pazzi…ossia di coloro che sono ormai oltre le convenzioni e, matematicamente parlando, semplificano ai minimi termini la vita tralasciando quello che non gli appartiene. Le risposte che ci facciamo sono sempre arricchite da cose che non ci serve di sapere per vivere in armonia…ci sono risposte che pur conoscendole non cambierebbero assolutamente nulla di quel che ci accade. Forse ti parrà un discorso superficiale o distaccato, eppure non è affatto così. Quel che non ci serve è la paura…questo l’ho capito…eppure è lei che ci complica troppo spesso vita e pensieri.
    Un caro saluto.

  5. @laura: è profonda la tua considerazione, la paura ci complica la vita e se essa nasce dalle convenzioni, ancora di più. Pensa che la fisica e la matematica puntano alla semplicità per trovare i fondamenti e c’è una grande bellezza nella equazione e un grandissimo contenuto di significato. Semplicità e significato hanno bisogno e generano leggerezza, il genio che abbiamo dentro che vuole semplificarci la vita. Buon di di festa Laura

  6. @.marta: formulare la domanda vera senza cadere nella convenienza di adattarla alla risposta è un esercizio di onestà interiore e di rigore, non da poco. Complicare aiuta a confondere. Ad aprire possibilità di compromesso. Insomma anche nel solitario si bara un po’, almeno facciamolo con allegria. Buona settimana breve 🙂

  7. @ondina: complicarci la vita per renderla interessante, anche questo può essere vero, sopratutto se rende possibile ciò che altrimenti sarebbe impossibile. La semplicità è terribilmente complicata e non è noiosa, ha solo il difetto delle risposte nette, diciamo che è binaria mentre a noi piacciono sistemi con base dieci o più. Buona settimana corta 🙂

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