notturno

notturno

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Di notte, la campagna si infila tra le case, spinge il buio negli orti, tra le ultime rose, preme sulle porte. E le pietre, i tetti si stringono gli uni agli altri, dimenticando proprietà, fastidi, incomprensioni, nel cercare un calore che rassicuri.

Un cane abbaia continuamente. Non è vicino né lontano, è lui la notte per chi veglia. Lo sa, forse, per questo continua instancabile, ferma un momento, illude e ricomincia. Eppure nelle strade illuminate non c’è nessuno. Lontano qualche auto incrocia i fari, mostrando case, alberi bruni, il verde spento dei prati e un bianco di betulle che s’ammassano sotto la collina. Non c’è nessuno, solo gli spettri delle funzioni diurne delle cose, che attendono il mattino per essere, lividi, silenti e attoniti per il chiaro improvviso, si mostrano, ma è un attimo, poi torna la notte. 

Ci può essere un senso di solitudine più grande, che incita al sonno procurato, ai televisori accesi, ai computer e alle conversazioni con un altro lontano sé, ma qui le finestre si chiudono presto, come occhi senza pensiero. Domani sarà uguale, questo pesa, non il silenzio, la città vuota, la stanchezza del giorno. Domani sarà uguale. E mentre le gambe si raccolgono nel letto, la speranza di essere stanchi a sufficienza vorrebbe un termine, uno scollinare oltre il quale il giorno non si ripeta. Questa è la fatica del nuovo e l’abbraccio che comprende, tiene, capisce e si sussurra: cambierà in tempo, cambierà.

3 pensieri su “notturno

  1. …”si mostrano, ma è un attimo, poi torna la notte.”

    Non mi piace questa negatività (anche se uno spiraglio di speranza alla fine ce lo hai messo) 🙂
    Domani potrà essere uguale, sì, ma anche no.
    Il nuovo giorno che arriva è sempre un’opportunità in più. Sta a noi riuscire a coglierla (più o meno, come ne siamo capaci).

    Che sia una luminosa giornata, nonostante tutto, Will 🙂

  2. Anche Chopin soffri per sbalzi d’umore che,quando non sfociavano in un intrattabile nervosmo e cupezza,era notturno di nostalgia.
    Buon di a te e nuo senza tempo “beato” ai morti. Bianca2007

  3. non c’è negatività, Ondina, solo la percezione della solitudine dell’uomo, e distante da casa la notte è meno conosciuta così si rivela come specchio della minaccia indefinita. Il disamore, forse, oppure la necessità di avere qualcuno vicino. Poi il giorno torna, le riflessioni si diluiscono nella luce e tutte le possibilità si riaprono. Una luminosa giornata a te 🙂 .

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