l’età dei ninnoli

SAM_0024Finisce l’età dei ninnoli che fan ridere, dei candelabri allegri, delle mille candele colorate, delle ceramiche raccolte assieme nei mercatini, del bricolage condiviso. Finisce l’età in cui una stampa, un manifesto, un piccolo quadro, una cornice, sono un’avventura. Finisce l’età dei libri che bisogna assolutamente leggere, dei cataloghi delle mostre viste e poi sfogliati assieme. Finisce l’età delle domeniche che non finiscono, delle merende sui prati, delle canzoni cantate in coro, della scoperta delle osterie fuori porta. Finisce l’età perché muta e l’andare è diverso, se ancora si cammina assieme. E’ un palpitare che si semplifica. Oppure si complica di vite intorcolate.

Vorrei un verde nuovo ogni primavera, un andare incurante di pioggia. Lo vorrei per te oltre che per me.  Vorrei il grigio che scurisce gonfio in cielo e il sole che trabocca dalle nubi. Vorrei il sudore che vela la pelle, i piedi che seguono i piedi, il calore d’un muretto a cui  seduti vicini appoggiarsi. Vorrei il silenzio e poi le due voci che cominciano assieme a dire e la risata, e il bacio che ne segue.

Finita l’età dei ninnoli tutto è diverso, quasi tutto, perché ciò che prima faceva palpitare, scambiare, desiderare c’è ancora, ma non eguale. E’ quell’ineguaglianza da scoprire, così poco banale, stratificata di ricordi che la coprono alla vista. Quella diversità da mettere nell’andare assieme, l’intensità con cui stringe una mano, il né troppo né troppo poco che racconta molto. Ad un certo punto, non importa con chi purché sia quello giusto, è ciò che stupisce oltre l’abitudine, ciò che gira le cose e le vede differenti, ciò che trasmette calore alla giusta distanza, a fare la differenza. Ecco che oltre l’età dei ninnoli c’è l’età del calore che dura.

3 pensieri su “l’età dei ninnoli

  1. Ogni età ha una bellezza a sè, diversa (perchè siam diversi noi) da quelle precedenti ma non meno importante. Sicuramente più consapevole e, mano a mano che si avanza con l’età, anche più intensamente vissuta.

    Per quel che mi riguarda quindi:
    Vorrei un verde nuovo ogni primavera, un andare incurante di pioggia. Lo vorrei per te oltre che per me. Vorrei il grigio che scurisce gonfio in cielo e il sole che trabocca dalle nubi. Vorrei il sudore che vela la pelle, i piedi che seguono i piedi, il calore d’un muretto a cui seduti vicini appoggiarsi. Vorrei il silenzio e poi le due voci che cominciano assieme a dire e la risata, e il bacio che ne segue.

    la bellezza del passo che descrivi, la voglia e la meraviglia per le piccole grandi cose che regalano sapore e bellezza alla vita, c’è ancora, la voglio ancora, cerco di trattenerla e averne cura perchè è quella che fa la differenza.

    Buon fine settimana Will,
    ciao ciao

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  2. Forse,anzi,sicuramente,tu hai conosciuto l”età dei ninnoli”,ma per chi come me,mai ne conobbe la vetrina,furono quei passi da te elencati in corsivo a farne l’unica bellezza e gioia del cammino.
    Allegra giornatacarissimo Willy, che qui l’han mandata grossa e sicuramente mi bagnerò dalla testa ai piedi.Ma chi se nè importa?…Spero,nel dopo d’una fragorosa risata, che a casa mi aspetti ,almeno ,un’altrettanto goduriosa doccia al vapore.Mirka

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  3. Con alcuni ninnoli abbiamo formato il nostro carattere, sperimentato nuove idee, elaborato ricordi forse sogni, ora non ci resta altro il calore che dura di cui parli e qualche vago ricordo di quei ninnoli che a volte ci riscalda…

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