Amo molto le mie sconfitte, mi hanno scaldato il cuore senza calcolo e sono state fedeli compagne. Come potrei non amare le cause perse, le intempestività, le intuizioni senza esercito, il dubbio prima della vittoria, la presunzione d’essere dalla parte giusta. Le vittorie, invece, spesso m’hanno tradito, lasciando spazio al vuoto e all’adulazione. E comunque non sono durate.
Archivi categoria: compagni di viaggio
sauro
Ascolto la forza primordiale ed assoluta del sauro che abita in noi, con le sue poche certezze e nessun dubbio. Lui che usa la forza cieca della libertà, come quei bulli di quartiere che in qualche modo devono pur risolvere la discussione che s’accende con la ragione. Il sauro apprende con fatica, vive nell’essenza archetipica, l’intelligenza, per lui, dev’essere in grado di piegare l’acciaio delle situazioni oppure è scusa per non essere.
Spesso vogliono coercire il sauro, imbavagliarlo nei luoghi comuni, rimasticature sociali di regole senza sbocco d’essere. E lui si dibatte per la libertà di esistere, fedele a quell’evoluzione dell’archetipo semplice che ragiona col desiderio, la pulsione e l’intelligenza del flow chart. Cerca di praticare nei fatti ciò che fuori si racconta come alto ed universale, ma poi si confina nella consuetudine, nella noia.
E il sauro è caparbio. Quando è sconfitto, si dibatte e riprova.
sentimental journey
Ausculto i segni,
zampette di desideri,
i vaghi odori di dolce dai negozi chiusi.
Il silenzio si stende a pennellate larghe
nelle vampe di notte
tracce di luce, oltre i balconi aperti:
dispersi fotoni nell’aria, in cerca di superfici
su cui spegnersi.
Di notte il silenzio si allunga,
è un gatto annoiato, che agita lenzuola di seta,
e i pensieri, cartocci sudati
di notte fanno rumore.
A te penso,
un poco,
non basterà, non ti basterà.
E questo silenzio
sciacqua le rive,
e sale e scende
fino ad affogare il sonno.
Piccoli rumori preziosi,
sul tetto,
contro i vetri aperti,
una bava di vento ha atomi d’erba
e di te.
e tu non sai i miei percorsi
E tu non sai i miei percorsi,
ma amo la libertà che s’annida
nell’inizio del tuo cattivo umore.
compagni di viaggio
Sono buoni compagni di viaggio, i poeti. Allegri, malinconici consapevoli, umorali, imprevedibili, prendono con gli occhi ed offrono realtà mutate. Governano un altrove, si fermano in posti strani, senza motivo. Ascoltando, immaginano suoni, e li raccontano, mentre inaffidabili, gestiscono il tempo con fantasia egocentrica. E nel viaggio la luce si aggiunge alle cose, senza fretta, perchè i poeti viaggiano con i sensi, cercano i luoghi, ma non ne hanno uno.