scivolar d’ala

La tristezza è questo fuoriuscire d’anni,
d’ali esauste verso sera,
nei voli stanchi,
nei pensieri articolati male,
Parole usurate suonano del vuoto
di speranze e passioni,
lise da troppo volo,
è questa inquietudine che da qualsiasi posto,
anzitempo mi porta via.
E’ il non essere appieno, come sarebbe stato,
innominato come il non compiuto come ciò che vuol essere mutato.
E’ l’attesa d’ una pioggia che non viene,
lo smorto sole che raschia l’anima alle cose,
è una porta disegnata su un muro che non s’apre,
è pietra che contiene, finestra che mi guarda.
Sul cuscino qualche riccio:
filo che cuce della notte i sogni brevi,
l’aria è già frizzante, poche stelle
strappano un sorriso.
In chi distratto guarda
sarà compreso lo scivolar stanco dell’ali,
l’abbraccio alle nuvole rosate,
e il saltare da una macchia di sole
a quella appresso ch’è in sé già stella.

5 pensieri su “scivolar d’ala”

  1. Caro Willy, penso che la tristezza non è soltanto una forma di dolore: è anche il sentirsi incompiuti e fuori tempo, mentre cerchiamo, (tra un’ombra e una stella), qualcosa che ancora possa sorprenderci. Molto bella, buonanotte ✨🙌

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