ristare

E’ sera
di tanto muovere le cose e di capire,
ora ho stanchezza.
Nostalgia dei miei scaffali,
delle pagine bianche, 
di ciò che sarà
e adesso è meno che pensiero.
Un singulto d’intuizione
che non si forma,
ancora,
ma paziente attende
confonde il tempo delle cose.
Assenza, e lo sguardo punta ad est, 
dove già nata è la notte
e vive il cuore del sole ancora nuovo. 
Una transitoria  tranquillità m’ha preso
come un torpore d’ambra
E sento che il mio tempo sussurra
nel silenzio:
hai preteso e ora vedi la misura,
cosa chiederai ai tuoi giorni?

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