La linea dei monti risucchia la luce,
cova un bagliore di rosso
che posa velluto d’ombra agli angoli
e precede la notte.
Il liquore di realtà che scalda e brucia,
è dolore nel capire,
condizione d’umore e d’assenza
è la quiete pasciuta
dove son finite le parole e gli aggettivi,
le iperboli sono vuote di senso
e non servono più per illudere.
La vita è altro,
ha distanze a disposizione,
luoghi per svolgersi,
distante e vicino coincidono in noi,
se lo vogliamo,
come fantasia e pensiero,
e sono lo scrocchiare
delle ossute dita del reale,
che digrigna dubbi
indicando dove ci perdiamo.

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Grazie Flavio, è bello essere letti da te. Buona domenica 🙂
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