
Questo cielo, che piove luce grigia,
pesa sui rami spogli,
distilla gocce che bagnano le erbe
stanche di verde, di freddo,
di occhi che non vedono né curano.
Sarebbe colore di ritratto
questo grigio che si stende,
opera d’ombre e sollievo per un viso intento,
qui è il riposo della passione,
che sente la fatica del giorno
e del domani incerto.
La parentesi che spegne lo sguardo
ancora vede oltre le palpebre socchiuse
e sussurra… tregua,
perché combattere non finisce mai.
Respira come un pomeriggio d’inverno: il grigio non è assenza, ma materia sensibile. La stanchezza che attraversa i versi non cede il passo; si fa invece pausa consapevole, tregua necessaria. Colpisce quel “riposo della passione”: un abbassare la fiamma continuando a osservare la vita difficile per tutti, per poter sempre vedere, con profonda empatia, anche a occhi socchiusi. Una poesia che sa sostare nel limite senza spegnersi.
Fantastico.
Concordo, evitando però di cadere nelle solite abitudini. Quelle mi deprimono.
Grazie, Roby. Mi hai portata a un’ottima riflessione.
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Grazie a te, Nadine, I tuoi commenti mi portano sempre a vedere oltre e sono riflessione che continua. Nei lunghi viaggi in auto c’è sempre una sosta che rimette in ordine il corpo e la mente, muove in luoghi apparentemente anonimi e poi il viaggio ricomincia. È sempre un andare. Buon pomeriggio 🤗
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