sbavature

I suoni si gonfiano dalla vecchia radio;

morbidi sul rumore di fondo

assomigliano a colpe mai perdonate.

Onde medie e valvole imprecise, per scelta,

oggi riportano ai tepori rumorosi d’infanzia,

agli elastici un po’ lenti,

alla voglia di rimettere a posto indumenti

negli accordi che sbavano appena.

Basta tendere l’orecchio e s’ intuiscono pensieri,

che infilano imbuti di note:

pare, m’era sembrato, mi pareva,

bianchi e neri di suoni, simmetrie di sentimenti, rimbalzi.

La musica ? Non ci salverà, come i ricordi.

Il pensiero è altrove,

nella luce d’inverno che corre presto nella notte,

rossa ed umida in cerca di calore,

da far vibrare di carezze il cuore.

3 pensieri su “sbavature

  1. Dicembre è il mese propizio per rivedere quei momenti innocenti della nostra infanzia e se ti accompagna la neve, più nostalgia. Mi è piaciuta molto la tua poesia.

  2. Grazie Manuel, il tuo apprezzamento è prezioso. È vero che dicembre è colmo di infanzia, di pensieri gioiosi, di cose che si sentono accadranno e che avranno bellezza.

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