la commedia dell’innocenza

la commedia dell’innocenza

Scena prima:

il palcoscenico simula una strada con un caffè che vi si affaccia. Dietro i vetri del caffè si vedono sagome di persone che parlano, ridono, a piccoli crocchi. C’è chi è seduto e chi in piedi, conversazioni diverse che sembrano far stare bene. Nel marciapiede davanti alle vetrine, tavolini e altre persone che parlano e sorridono. La strada è attraversata a volte, da piccoli flussi che si disperdono. Il protagonista principale sta conversando con una donna, piacevole sia per ciò che dice che per l’aspetto curato, con lineamenti fini e belli. Le guarda il viso e osserva i movimenti dolci, sembra attento e ascolta più che dire.

Ci avviciniamo per ascoltare: gran parte dei discorsi parlano di fatti che accadono, di attese e di persone di comune conoscenza. L’atmosfera è a tratti leggera e più raramente riflessiva. Non mancano commenti salaci e gossip che riguardano comuni conoscenze. Il protagonista, che non sa di essere tale e non è neppure il protagonista principale, sembra cerchi di sbrogliare qualcosa di non proprio semplice, cerca le parole. L’atteggiamento di ascolto esprime attenzione e difficoltà. È in atto una riflessione interiore, e si chiede come essere coinvolto nei progetti che la donna gli sta spiegando.

Di tanto in tanto, tra chi passa e chi è seduto ci sono riconoscimenti e saluti, l’atmosfera è piacevole, il pomeriggio è tiepido e i vestiti non pesanti. Tutto fa pensare a una tranquilla giornata d’autunno che punta verso la sera con altri appuntamenti e attività che saranno comunque altrove.

La conversazione tra il protagonista presunto e la donna prosegue, gli echi delle conversazioni vicine e gli scoppi d’allegria arrivano e a volte li distraggono. Ad un certo punto tra le parole della donna, scivolano dei riferimenti a impressioni e a giudizi accennati da altri, sul protagonista e il suo passato. Sono solo accenni che però contengono una negatività non espressa, il protagonista non chiede di più. Come sapesse o fosse indifferente. Poi la conversazione prosegue su altro fino al momento in cui i due si alzano e dopo un breve tragitto sulla strada si lasciano verso impegni diversi.

Il protagonista ora è solo, cammina lentamente per la strada e sta pensando a quei riferimenti che lo riguardano, li mette assieme ad altri pensieri fatti su di sé nei giorni e nei mesi precedenti. È confuso, vorrebbe una soluzione perché vive male nell’apparenza di una tranquillità interiore che non c’è. Pensa, come ha ripetutamente fatto ultimamente, a cambiare ambienti e interessi con un brusco uscire di scena che gli permetta di puntare verso una vita nuova. Sparire a chi lo conosce come inizio per scrivere una nuova pagina, come in una commedia di Pirandello. I pensieri degli ultimi mesi lo hanno portato a esaminare ripetutamente, situazioni e fatti che lo riguardano. Ha esaminato il vissuto degli ultimi anni, ne ha ricavato impressioni contrastanti. Vorrebbe sistemare ciò che è accaduto in un insieme coeso, fatto di scelte e necessità e che arrivi a un presente senza pesi e senza un continuo riandare a situazioni e decisioni precedenti. Sa che l’interpretazione propria e altrui, è intrisa sempre di un vissuto non reale, di un pregiudizio, e che le vite si conformano raramente ai fatti e molto più spesso al pregiudizio e al consenso altrui. Riflette ad alta voce sul concetto di colpa e di innocenza. Si chiede se esse esistano e se vi sia uno stato nativo, lentamente esce di scena.

Scena seconda:

ora il palcoscenico ha ristretto la strada, ci sono meno persone che passeggiano e il caffè ha occupato gli spazi che si sono liberati. Ci sono più tavolini all’esterno e più animazione all’interno. Le persone sembrano dividersi tra chi ha fretta e chi invece ha tempo. Ci sono delle coppie che si sono ricavate degli spazi di intimità e si parlano in un fluire parallelo, che non si mescola a quello dei crocchi di persone attorno ai tavolini o in piedi. I discorsi in questi gruppetti, continuano ad essere leggeri, parlano di persone assenti, di fatti locali, il tono è spesso sardonico e non mancano gli sfottò tra tavoli. Sembrano conoscersi tutti e c’è un tenersi leggeri che non incide sui rapporti. Le battute più pesanti vengono dette sottovoce e subito alleggerite con un riferirsi ad altro o a sé. Nessuno parla in profondità di se stesso, ma trapelano i desideri come possibilità senz’ansia, si capisce che esiste un mondo differente desiderato e per larga parte coincidente, ma nessuno ha voglia di far fatica e in fondo quello che hanno è sufficiente per la vita attuale. Giudizi e apprezzamenti non implicano nessun coinvolgimento e parlare di una festa o di un fatto politico ha in fondo lo stesso tono. È chiaro che le vite realizzate e i problemi veri, come i desideri, sono altrove, questo è il luogo dello scambio in cui si condivide un consenso leggero, si parla di tutto e di tutti ma senza essere realmente coinvolti. Seguendo le conversazioni si vede una graduatoria di temi dove primeggiano i desideri economici, il lavoro e gli amori e poi la vita fatta di tempo libero, di appuntamenti, viaggi. Il caffè è un appuntamento quotidiano o quasi, il luogo dell’accadere esterno alle case. Qualche domanda distratta riguarda il protagonista assente, si chiede ragione della sua scomparsa, si chiede senza intenzione e si passa ad altro.

Scena terza:

C’è uno sfondo indefinito di paesaggio, con davanti un gruppo di case. Una di queste ha una grande porta aperta aperta e mostra il protagonista alle prese con qualcosa che sta su un tavolo. Il contorno di oggetti e di mobili è modesto, dietro al protagonista c’è una presenza che si muove, appare e scompare. Lui è seduto, sta leggendo o annotando a mano. Forse una lettera, perché alza la carta e cerca meglio la luce per leggere, è silenzioso e intento. Posa il foglio. Ha fatto delle scelte che non hanno dissolto i pensieri e in questi mesi di assenza si è misurato con la possibilità che per davvero si possa iniziare qualcosa di totalmente discontinuo dalla storia precedente. Non sembra soddisfatto e lo dice, ma non come rimpianto bensì come considerazione generale sulla vita che si è generata. Fa paralleli e considera se sin dall’infanzia sia tutto determinato. Alterna pensieri ad alta voce e sommessamente, come volesse fare delle chiose al pensiero. Si è chiesto se l’innocenza sia lo stato in cui le relazioni non hanno uno svolgersi obbligato e un giudizio morale e quindi sono ancora prive del concetto di colpa. Ha capito che il procedere della memoria ha aggiunto vita e giudizi e quello che lui ha emesso nei confronti di altri gli è ritornato. Sono pensieri semplici ma irrisolvibili e volendo sfuggire a un ordine dato capisce che bisogna diventare autosufficienti in tutti i sensi e demiurghi di se stessi. Questo lo dice con voce ferma, come fosse un programma. E più sommessamente commenta che questo si può fare in quel luogo in riva al mare, distante da processi sociali complicati, dove la sua presenza è sorretta dall’ autonomia economica.  Lì la vita costa poco e sembra che nessuno si preoccupi particolarmente di lui. Adesso si vede che c’è una donna dietro, quindi ha scelto una vita nuova anche affettiva. Non ci sono affettuosità particolari, si capisce che si sente solo e dubbioso. Chiede alla donna di fermarsi nelle faccende e di sedersi. Parlano delle incombenze di casa, poi di alcuni fatti accaduti in paese. Lui le chiede se sia felice e lei risponde di sì. Si abbracciano mentre arriva la consegna della posta. C’è una lettera. Lei è curiosa e gli chiede notizie, legge il mittente, ride e diventa seria. Forse è della donna con cui il presunto protagonista parlava al caffè mesi prima. Quindi ha lasciato un collegamento e non è sparito del tutto. Quel filo seppure esile, riporta quel mondo dal quale voleva e vorrebbe affrancarsi. Apre la lettera e legge. La donna si allontana. 

Scena quarta

 

 

 

 

 

 

 

 

7 pensieri su “la commedia dell’innocenza

  1. Intrigante e disturbante per quell’alone di malinconia irrisolta che avvolge il protagonista.
    Nella scena quarta tutto può succedere, lui può riemergere o affondare definitivamente
    Piaciuto
    ml

  2. Grazie per quel piaciuto che gratifica ed è vero tutto può succedere ma in fondo le alternative sono tre. Il protagonista sceglierà e chissà quanto durerà la scelta.

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