appartenere

appartenere

Appartenere, ecco una parola chiave della vita di relazione: si appartiene sempre a qualcuno, nel senso che si colloca in chi si ama, l’amore e noi stessi. Naturalmente ci si attende di essere contraccambiati. Dare amore e attendere di riceverlo, pare sia molto comune. Se però la persona in cui si è riposto amore appartenendo, non risponde, che accade? E non accade solo con le persone ma anche con i processi che implicano una attesa, una passione: la politica ad esempio, o le persone vicine, col lavoro. Si confonde allora la causa con l’effetto: ci si lega per ricevere amore. E qui non si sta più bene perché non si appartiene ma si dipende. Ad alcuni piace questo essere d’altri senza contraccambio, e lo trasformano in dedizione (anche se contemporaneamente avviene una idealizzazione della persona amata), ma spesso è una disgrazia. Un black hole che si crea dentro e divora tutto portando le sensazioni, i rapporti, l’amore stesso, nell’universo dell’anti amore ed è come per l’antimateria: si annulla tutto e non si produce energia. Per questo l’appartenenza dovrebbe essere accompagnata da un’altra parola: libertà ovvero essere liberi di appartenere o meno. Per non scivolare nell’antimateria, per evitare il nulla. Ma qualcuno (molti) potrebbe considerare un calcolo la forza di conoscersi, la capacità di restare se stessi anche nell’appartenere, trovare che ci sia una sorta di pusillanimità nel mantenere una riserva all’assoluto, eppure se l’appartere è reciproco allora c’è l’assoluto (uno degli assoluti, magari un buon assoluto)  a disposizione e due libertà che si uniscono e nessun buco nero con due persone che restano se stesse senza dipendere. 

6 pensieri su “appartenere

  1. secondo me appartenere è un verbo che esprime male il concetto di dare e ricevere. Dare indica un segnale verso qualcuno, ricevere significa l’attenzione di qualcuno verso di noi. Naturalmente il concetto può essere esteso, ad esempio sul lavoro. Io dò e mi aspetto di ricevere indietro un corrispettivo economico. In altri ambiti la questione diventa più delicata.

  2. L’appartenenza include anche il concetto di fedeltà. Ad esempio appartenere ad un’azienda è più dell’essere dipendenti dell’azienda e non si esaurisce con la retribuzione. Così per una parte i o passione politica. In amore le cose sono più delicate perche non è solo un dare e un ricevere ma qualcosa che include il concetto di divenire. Comunque hai ragione, sul tema si può dire e approfondire molto.

  3. se pensassi si appartenere a qualcuno mi prenderebbe male 🙂 E anche se pensassi che qualcuno mi appartiene…ma forse non ho interpretato bene il significato di questo verbo. Mi piace invece pensare alla condivisione (cum-dividere…ossia dividere con…) come avere compagnia nel nostro cammino terreno

  4. L’appartenere è un darsi volontario, teoricamente senza contropartite e con non poche attese. È un sentirsi d’altri per scelta interiore. Il condividere può essere parte dell’appartenere, ben più spesso è alternativo ad esso, è quel l’amore che si scambia alla pari. Lo preferisco anch’io.

  5. “L’appartenenza
    non è un insieme casuale di persone
    non è il consenso a un’apparente aggregazione
    l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé”. (Giorgio Gaber)

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