l’ultimo giorno di scuola

l’ultimo giorno di scuola

Con gli ultimi giorni di scuola, irrompeva l’estate, quella vera non quella del calendario. Le aule, allora come adesso, erano fatte per l’inverno, per le stagioni a mezzo, così il sole di giugno, mostrava lo sporco degli angoli e dei banchi, si perdeva tra gli intagli pazienti contornati d’inchiostro, batteva sui vetri opachi di polvere e polline e finiva per illuminare impudiche pareti sporche di pedate. Eravamo in un mondo povero e senza gloria mentre fuori c’era il mondo vero. Ascoltavamo le ultime, stanche, spiegazioni, le interrogazioni per salvare il salvabile, ma le teste erano già oltre le finestre, sui prati, nei campetti per giocare fino al buio, in spiaggia. Qui il mare è vicino, si frequentava ed era un’attrazione forte dell’estate, che cresceva con gli anni. Poi diventati più grandi, ci sarebbero state le gioie, le attese, le malinconie infinite, le paure nell’estate che era, lei, prorompente e noi timidi del tumulto di sangue, ormoni, pensieri che già ci travolgeva. Paura e desiderio che ti dicesse davvero di sì. Paura di ciò che non si conosceva e desideri da rimettere in ordine con la realtà. Ma i luoghi, gli scenari, erano gli stessi con calzoni più lunghi e gonne più corte. Quando arrivava l’estate, la sequenza degli ultimi giorni di scuola tornava indietro, diversa eppure sempre uguale, ed era la differenza tra costrizione e libertà, tra tempo dell’obbligo e tempo proprio. Non so come sia ora, nei pochi anni che ho insegnato a me spiaceva lasciare i ragazzi, e negli ultimi giorni, trasformavo l’autorità in un far domande, in un nuovo fraternizzare, quasi per tenere di più il ricordo, ma la loro testa era già altrove. Non dipendevano più, erano nell’estate, com’era accaduto a me non troppi anni prima. 

Dell’ultimo giorno di scuola mi è rimasto molto, ma in particolare l’immagine della corsa giù per la scala, oltre il portone, incontro al sole. Poi ci sarebbero stati gli scrutini, la paura e la speranza fuse assieme, ma era già comunque estate. Ed era la mia lunga estate.

5 pensieri su “l’ultimo giorno di scuola

  1. Sai, Will, qualche giorno fa una mia collega mi raccontava degli ultimi giorni di scuola di sua figlia di 7 anni.
    Ed è stato un attimo tornare col pensiero ai miei ultimi giorni di scuola prima delle pause estive, una vita fa; ricordare alcuni ultimi giorni delle elementari ma soprattutto quelli delle superiori (delle medie no, non è stato un bel periodo, quello).

    Ho rivissuto la sensazione un po’ triste dell’anno scolastico che stava finendo, la contentezza per il tempo da dedicare ai libri da leggere assegnati dagli insegnanti di italiano e per l’accantonare i compiti, ma soprattutto la malinconia a lasciare i compagni di studi, le amicizie, il condividere;
    poiché le mie estati al paese erano piuttosto solitarie e monotone e per metà lavorative, alle superiori.

    Durante le estati si tenevano i contatti con gli amici e i compagni con cartoline o lettere e che bello attendere il postino sperando portasse notizie e risposte. 🙂
    Vacanze non se ne facevano, ma ho il ricordo vivissimo della mia voglia di vedere il mondo di quando ero alle elementari:
    e per me l’unica possibilità di farlo era farsi mandare in colonia (ma in colonia al mare, mica in montagna chè di montagne ne avevo pure troppe intorno); quanto ho insistito con mia madre ma non c’è stato verso (e quindi mi sa che la mia voglia di viaggiare ha avuto origine ancora allora)
    🙂 😀

    E per me era bello a settembre riprendere il nuovo anno scolastico.
    Quanti ricordi che hai risvegliato, Will, ricordi più o meno belli, ma comunque tanti … 🙂

    L’Ondina sorridente ti saluta e ti augura un bel fine settimana
    ciao 🙂

  2. Talmente le vacanze scolastiche han segnato il tempo che ogni anno, nonostante io lavori, le vacanze pare durino tre mesi…
    Non so spiegarti bene e meglio ma è una piacevole sensazione…

    Buon fine settimana
    .marta

  3. Che meraviglia di scritto…son ricordi comuni…quell’essere già altrove coi pensieri, quell’evasione che forse ci rimane per sempre attaccata alla pelle, aldilà della scuola e dell’estate, Il fatto di essere in un luogo ma viaggiarne parallelamente altri coi pensieri è “proprietà” dei sognatori, dei nostalgici e dei viaggiatori. Scusa se magari il commento è “fuori tema” a mi hai condotto a questo pensiero…in questo ultimo giorno di scuola che sa di sole e già di nostalgia.
    Deliziose le tue descrizioni.
    Ti saluto caramente 🙂

  4. Quanti ricordi che riaffiorano dopo aver letto questo tuo post, Willy. Il mio ultimo giorno di scuola è sempre stato carico di malinconia: mi piaceva andarci. L’estate, al contrario, mi era ostile. Odiavo la noia di certe giornate afose e solitarie, lontano dagli amici che prendevano tutti strade diverse. Il mare, pur vicino a casa, non era scontato e, in realtà, mi piaceva pure poco cucinarmi al sole…
    Un saluto a te, caro Willy. E buona estate 😉

  5. Mi piacciono i vostri racconti, penso a come in un unico contenitore, l’estate, nessuno resta indifferente, come essa si relazioni alle nostre età della vita. Qui oggi si vota e spero vinca chi guarda avanti con fiducia e non la paura. Buona domenica a tutte e tutti.

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