il carnevale era finito?

il carnevale era finito?

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S’era accorto ch’era stato un carnevale privo di maschere, ma con molte frittelle e golosità diffuse.

Pensò che c’era una sensualità particolare nella golosità, un cercare il gusto prima della bocca, nell’assaporarlo e aggiungerne altro. Era una ricerca del nuovo nel conosciuto.

In un gioco erano state messe a confronto diverse pasticcerie, ma era finito tutto anzitempo. Per sazietà, o forse per rifiuto d’essere fedele oltre l’insensatezza. E il carnevale era proprio passato, come gli anni, il colore e il folto dei capelli, i chili acquisiti, perduti, ripresi e tutto s’era rinchiuso in abiti che assomigliavano a costumi. Adeguati al lavoro, agli incontri, alla solitudine. Maschere essi, senza risata. Ma in fondo si rideva poi davvero nel carnevale o ci si mostrava?

Del carnevale non era rimasto nulla e così cominciò a pensare alla vita. Di quella, per fortuna c’era davvero molto, ma allora perché questa impressione di leggero vuoto. La stessa che lascia un treno sgusciato in una corsa, mentre lì, sulla banchina, dietro la linea gialla, c’era lui in attesa di un nuovo arrivo. Non era il suo il treno fuggito, ma qual’era il suo treno?

6 pensieri su “il carnevale era finito?

  1. Ma almeno aveva capito quale frittella o dolcetto era migliore? 🙂
    Quello per cui valeva la pena di ritornare nello stesso luogo e di rifare le stesse cose pur sempre nuove perché ogni momento è unico e irripetibile (spesso è così, ma qualche volta anche no)? 🙂
    E il nuovo arrivo della sua vita è stato all’altezza delle sue aspettative?
    Mi sa che sono troppo curiosa, no, Will? … 😀

    A volte si vorrebbe sapere in anticipo quale sarà il treno giusto da prendere, ma credo non sia bene perché ci toglierebbe la sorpresa e quindi sta a noi salire, fidandoci, su quello che crediamo sia migliore, quello che speriamo ci porti dove vogliamo in quel momento, verso chi vogliamo e con i compagni di viaggio che ci scegliamo, oppure da soli.
    Treni ne passano molti tutti i giorni per mete diverse e opposte, lontanissime o vicine, ma non ne possiamo prendere più di uno alla volta.
    Quindi bisogna affidarsi e sperare sia buono per noi. A volte si hanno bellissime sorprese, a volte pur viaggiando con speranza e fiducia verso il nuovo che crediamo ci aspetti ci troviamo ad un capolinea che ci costringe a ripensare alla nostra intera vita.
    Ma sono soste e fermate necessarie e vitali perché siamo costretti a ripensarci e a cercare di ritrovarci e perché non è giusto correre in continuazione indaffarati in mezzo a migliaia di cose da fare, fuggire da un posto all’altro senza tregua, in preda alle nostre paure e ai vuoti più profondi che credo nessuno sarà mai capace di livellare, ma se siamo fortunati riusciamo parzialmente a colmarli, così un po’ di sollievo magari riusciamo a trovarlo.

    E pensare che volevo lasciare solo un pensierino-ino-ino e mi sono ritrovata a scrivere un mezzo poema…
    Responsabilità tua, Will, prenditene un po’, su, su… 🙂 😉

    Ti lascio un sorriso per una bella giornata, alla prossima
    ciao
    Ondina

  2. Al carnevale segue il giorno delle ceneri. Umili teste che si chinano consapevoli per ciò che siamo prima della festa (di cui mai sapremo se fummo spettatori interpreti principali o solo comparse) ma che comunque portò fiamma alla platea al prato o semplicemente agli occhi. Si eccitò il corpo recitante e forse anche si ustionò. A occhiu chiusi un sospiro di sollievo perchè fu solo un costume indossato per proteggere la nostra povera umanità ricca di bisogni quanto di sogni. Mirka

  3. Ho una classifica mia delle frittelle allo zabaione, redatta con solerte attenzione. Adesso posso andare a colpo sicuro. Buon giorno Ondina, il tuo commento è più importante di quanto ho scritto. Andare e non fuggire, mi soffermo su questo, che poi è la differenza tra turisti e viaggiatori, siamo turisti della vita oppure viaggiamo e lasciamo che la scoperta ci prenda? Il viaggiatore non ha maschere, pregiudizi magari, oppure rigidità, ma il viaggio lo sollecita ad abbandonare ciò che lo appesantisce. Ogni treno che lo ispira, che lo porta è quello buono, e lo sente dentro di sé, discerne e sceglie. Mica poco.
    Buona giornata, qui c’è il sole.

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