passaggi senza rete

passaggi senza rete

Ci sono passaggi, momenti, in cui tutto, o quasi, sembra senza sovrastruttura. Emerge allora il fiume carsico che ci scorre dentro: era ricoperto prima da tutto quello che avevamo messo in disparte per la fatica di scegliere e il troppo ragionare. E’ il tempo della chiarezza, dove si mostra il vero nostro fluire, con le sue urgenze vere. E qualche domanda ricacciata a fondo, chiederà risposta con insistenza, perché è tutto chiaro finalmente.

C’ è un tempo delle risposte semplici, delle scelte, del cosa significa voler bene. C’è un momento per capire come evolve la vita e come essa, ci faccia, adulti e piccoli assieme.

Quindi c’è pure un tempo per capire quanto bravi siamo ad accudire il bambino che è in noi, lasciandolo parlare. E magari allora sceglieremo che sia lui a rispondere ai bisogni d’amore e alle domande, con le sue risposte nette.

11 pensieri su “passaggi senza rete

  1. Più che sembrare senza sovrastruttura ce la sentiamo cadere miseramente addosso…… bellissimo post, Buona domenica 🙂

  2. Il bambino ha risposte nette che diventano subito contraddittorie. Lo vedi da certe espressioni del tipo ‘sono bravo e sono cattivo/ è un po’ bello e un po’ brutto…’. Gli esempi si potrebbero moltiplicare. La differenza tra l’adulto e il bambino è principalmente che il secondo non è per niente turbato dalla natura contraddittoria dei suoi enunciati mentre l’adulto si lascia inquietare dai propri contrasti. Lasciamo parlare il bambino, ma da bambino, creativamente, in modo immaginifico. E non mi sembra tu non lo faccia già 🙂

  3. Questa è già una contraddizione, non trovi Sandra? Forse del bambino cerco la scelta netta senza mediazioni eccessive, il tener conto di me anzitutto 😊

  4. Magari si potesse far prevalere il “bambino” che c’è in noi….solitamente mi si chiede del perchè non cresca oppure scendi dalle nuvole…
    mah…
    poi la vita pressa…

    posto interessante
    compresa la musica!

    ciao
    .marta

  5. Qual è la contraddizione? Lasciare parlare il bambino in noi da puer? Lasciare che il puer sia tale e anche il senex lo sia, senza mediazioni, soltanto cercando di tenerli insieme. La logica che spesso usiamo è una dialettica che contrappone, ma questa tende a essere negativa, vale a dire che nelle lotte spesso le parti si indeboliscono vicendevolmente. Una delle difficoltà maggiori di noi adulti (noi adulti? 🙂 ) è di estromettere l’alterità, l’aut aut, e così non ci ‘troviamo’ mai interamente. Ci cerchiamo attraverso la dialettica, lo slalom tra le parti. Ma mi chiedo se la strada non sia quella di un’accoglienza un poco più innocente di quella che solitamente otteniamo…

  6. Dipenderà dal fatto che ci è sempre stato chiesto di essere adulti? E che si è confusa la responsabilità con la repressione eliminando la spontaneità ? È vero che c’è dialettica Sandra e quando questa c’è è un bel passo avanti. Qualcuno si è mai chiesto cosa significhi quel bisogno di innocenza che in varie forme serpeggia nelle vite? Credo che la frontiera tra le età dell’uomo che possediamo sia uno dei territori meno indagati, il puer di Hillman è un uomo che apprende, ma cosa resterà di lui nel senex che chiede la società. Anche una riflessione sul perché sia così poco sociale l’esprimersi dei sentimenti tanto che ha bisogno di essere regolato con contratti per aver effetti sociali.

  7. Ciao Marta, magari far prevalere il bambino che ci accompagna non è sempre possibile, ma se consente di avere sogni e fantasia perché non tenerlo come la parte importante di noi?

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