dovremmo

dovremmo

Dovremmo impedire che il terrore diventi storia e cessi d’essere esperienza. Dovremmo conservare l’orrore assieme alla pietà. Dovremmo tenere la razionalità per discernere, assieme al sentimento per compatire. Dovremmo avere chiari dei principi che non possono essere toccati, mediati, contrattati: il rispetto della vita anzitutto. Dovremmo parlare con serenità di ciò che è accaduto perché intero il dolore faccia il suo corso. Dovremmo riflettere che ci furono assassini, complici, conniventi, consenzienti, indifferenti. Dovremmo capire che ogni cosa avviene se non la si impedisce. Dovremmo pensare che ci riguarda ancora, che ci riguarderà, che non fu follia, ma uomini come noi fecero – o non fecero – l’orrore. Dovremmo pensare a ciò che differenziò i comportamenti, perché lì si trova una speranza. Dovremmo pensare che non ci sono giorni per pensare, non ci sono luoghi da vedere, non ci sono pagine da leggere, se questo non ci cambia nel profondo.

Dovremmo, e già la parola si corrompe, diventa fatica quotidiana, difficile; c’è quel dovere che pesa come se pesasse la pratica del giusto, del dover essere uomini. Non è forse più facile pensare che sia cosa che accadde, che altri furono gli uomini, che i fatti e il caso hanno una relazione forte per cui, in una congiuntura triste, ci fu un tempo, dei luoghi, persone che non siamo noi. Non è forse più facile osservare l’orrore come in fosse un acquario, cosicché, distogliendo lo sguardo, esso cessi di disturbare. Non è forse più semplice amare una persona, una storia triste, un gesto eroico, anziché pensare che erano moltitudine, come noi, con le loro differenze e miserie, e che furono isolati, resi singoli, togliendo la solidarietà finché la normalità dell’orrore divenne abitudine quotidiana. Non è forse più semplice pensare che un vaccino terribile è stato inoculato e che non accadrà più? Ve lo dico serenamente, è più facile pensare così, per arginare il pensiero che possa riaccadere, ma accade continuamente e solo gli uomini possono fermare gli uomini se non si girano dall’altra parte. 

9 pensieri su “dovremmo

  1. E’ vero….gli sterminii continuano anche oggi….e non se ne parla nemmeno, il terrore è che pian piano ci si voglia far abituare a tutto, per questo bisogna sempre combattere verso ogni tipo di discriminazione, sin dalle più piccole.
    Buon inizio settimana.

  2. C’è chi sostiene che dalla natura “animale” l’uomo si sia evoluto- Qualcuno restò indietro e restò animale continuando a figliare animali. C’è chi crede che l’Essere supremo immolò se stesso per produrre tutto ciò che esiste ,si divise per uscire dalla sua unità,generando dottrine che alla fine portò a Gesù,portatore solo di BENE e,che,a sua volta si immolò per riscattarci da ogni maleogni male,consapevole che il male si sarebbe autoricreato. E c’è l’uomo capace di guardare tranquillamente in faccia le rovine “proprie” e quelle della Storia facendosi carico delle “proprie” operando con infaticabile tenacia per riscattarle aprendo il cuore alla GIOIA dopo aver capito che la gioia è la verità per la quale è stato creato l’uomo. L’unica a dare speranza e “senso” alla vita. L’unica capace di farci risorgere al veramente nuovo. Mirka

  3. scusa il commento è scritto malissimo ma non riuscivo a vedere quello che scrivevo. Beh spero comunque il significato che io ho voluto dare a questo” giorno di memoria si sia compreso. Mirka

  4. Condivido il tuo pensiero e le tue parole, soprattutto una, SOLIDARIETA’, è la sua mancanza che fa venir meno molti diritti, molte aspettative. Ci mettono gli uni contro gli altri, nella convinzione che così facendo ognuno riesce a tutelare il proprio egoistico interesse, mentre i veri valori sono quelli comuni e condivisi; e si finisce con l’essere ciascuno di noi vittima e carnefice dell’altro, perché incapaci di testimoniare in modo collettivo la nostra sensibilità!

  5. Non puoi che trovarmi assolutamente e completamente d’accordo con te, Will.
    Lo sai.
    http://ilmiosguardo.wordpress.com/2012/08/12/mittelbau-dora/
    http://ilmiosguardo.wordpress.com/2012/08/20/buchenwald-seconda-tappa/

    Se ricordo bene, la canzone che hai allegato fa parte anche della colonna sonora del film “Jona che visse nella balena” ed è bellissimo il suo significato:

    Anche se andassi
    Per le valli più buie
    Di nulla avrei paura
    Perché tu sei al mio fianco.
    Se tu sei al mio fianco
    Il tuo bastone
    Il tuo bastone mi dà sicurezza.

    Ciao
    Ondina 🙂

  6. Sai che più ci penso, Codice sociale, capisco che mettendo la solidarietà come valore opzionale l’operazione sia stata molto raffinata. E’ il modo per indebolire le persone e lasciarle sole di fronte a qualunque potere.

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