commosso da un’idea

commosso da un’idea

Ieri guardando questo video mi sono commosso. Mi dirai: mona, ma te diventi pianzoto, desso? La xe publicità. (…ma diventi piagnone adesso. E’ pubblicità). Sì lo so, è pubblicità, ma il progressivo sommarsi della musica come fatto corale, la sua iterazione con le persone, il mescolarsi di queste che pur restano se stesse, l’emergere di uno spirito comune, mi ha fatto pensare alla politica buona. Non alla buona politica, ché quello è uno slogan, eppoi serve solo a stabilire una demarcazione sempre incerta tra chi fa politica, no, pensavo alla politica buona. Quella che mette assieme le persone, quella che fa scoprire l’altro, che ascolta, che produce cose elevate e non le inaugura perché è la normalità fare cose grandi. Se l’uomo non fa cose grandi è davvero un quaquaraquà. Ma le cose grandi sono quel mettere assieme i diversi, tirarne fuori lo spirito comune, non chiedere chi sei, cosa voti, cosa pensi, ma cosa possiamo fare assieme. Mi dirai che, al solito, sogno troppo, che l’uomo è fatto di interessi, di competizione, di contrapposizioni. Se polemos è madre di tutte le cose, un motivo ci sarà. Eppure tra Eraclito che guardava il mondo e ne traeva teoremi empirici e il mondo possibile qualche possibilità di mutamento c’è. Magari un mutamento occasionale, come il soldino della bambina che provoca la nona di Beethoven, magari come i tanti gesti gratuiti che si perdono in giro per il mondo: ali di farfalla che sbattono gentili e purtroppo non provocano uragani di bontà e comprensione reciproca. Pensa, guardavo un video di una banca e pensavo alla politica buona, a chi si muove senza rumore e fa quello che pensa giusto, a tutto questo stare assieme che buttiamo via e che diventa pulviscolo inutile di luci e frenesia in questi giorni. Non ci pensavo, no, alle feste, pensavo e sentivo a tutto l’anno. Sai pensare e sentire è prerogativa dei giovani e dei vecchi, chi sta nell’età di mezzo non ha tempo per queste cazzate.  Pensare e sentire aiuta però a vedere, a discernere, ad essere uno, unico e inimitabile, e a sentire l’unicità degli altri e a metterla assieme alla propria. In quella piazza che canta, si muove, è ricca di bambini che parlano ad alta voce, ridono, piangono se gli viene. In quella piazza, ci sono sentimenti possibili, ecco io l’ho sentita così. La politica buona mette assieme le persone e attiva sentimenti, li ordina in un coro che ha geometria, inventiva, capacità di disciplina, ma soprattutto bellezza. Se lasciamo irrompere la bellezza lo stare assieme diventa possibilità di gioia. Così in questo grigiore che ci sta attorno, ho pensato che la politica buona è possibilità per le persone di essere contente. Non diritto alla felicità, quella è cosa da americani, ma la possibilità di stare insieme e di provare sentimenti positivi comuni.

E così mi sono commosso per un’idea.

3 pensieri su “commosso da un’idea

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