accidia operosa, ovvero contro il tempo

accidia operosa, ovvero contro il tempo

DSC08379

Poi alla fine ci si stanca un po’ di tutto, o quasi. Dello stesso bar, della stessa strada, dei colori di un negozio, del giornale quotidiano, delle amicizie che sono rimaste in superficie. Ciò che era nuovo, promettente, invecchia, acquista una patina che è unto di tempo, smog di parole e pensieri, e risa e solitudini usate, vita che si è svolta e scivolata oltre. E’ stato scritto un tema (a proposito di vite letterarie) tra gli oggetti e le cose che riconosciamo, non di rado sugli stessi corpi, e alla fine è sembrato che non ci fosse più nulla da dire. Può sembrare una considerazione amara, invece è solo il crivello di sé che trattiene ciò che davvero conta e il resto lo tiene come passato. Ed è pure la spinta del vivere che agisce, oltre alle abitudini, alle ricerche che erano desideri da raggiungere, mostrandoci altro che si apre e si offre a noi. Nel cercare non è la stessa strada che percorriamo che ci porta al nuovo, ma quello scarto della testa che ci fa vedere vecchio tutto quello che abbiamo fatto fino a quel momento e ci spinge ad uscirne, ad imboccare un cammino che sia conforme a noi, come siamo adesso. E’ un progresso di quell’indagare profondo che ci ha fatto capire qualcosa in più di quello che ci riguarda. Non sono forse i superficiali, i supponenti che non vogliono mai mutare il loro modo di guardare il mondo? E quella stanchezza di cui parlavo all’inizio, non è forse il disvelamento che altro attendiamo da noi, che le felicità non si sono consumate e che neppure la vita si ripete, se non quando vuole sottrarci il tempo con il suo scandire di pendolo.

Omnia vulnera ultima nexit vale per quanti seguono i riti che sembrano scorciatoie, i modi di pensare e di cercare che non evolvono, il guardare privo di vedere. Sembra una questione di sensi, di cose da provare, una ricerca del nuovo come inaudito, e invece accanto a queste modalità che si esauriscono con la facilità d’un fuoco d’artificio, ci sono tracce nuove che esigono pazienza e uscire dal tempo cronologico. Magari non si concluderanno, il tema non avrà una frase che lo finisca, e non sarà perché il tempo ci ha rubato qualcosa, magari una sensazione in più,  perché una fine che doveva pur essere scritta e vissuta. No, sarà perché era davvero il percorrere la strada il vivere e il suo gioirne per il nuovo che si depositava in noi camminando. In questo essere in cammino, che non è andare, la stanchezza per i percorsi che si ripetono è salutare, spinge a verificare dentro una direzione. E allora tutto quello che sembrava necessario per tenere in piedi una giornata, non regge a una domanda: perché lo faccio? Così diventa accessorio e marginale. Resta ciò che conta, e ciò che saremo, non quello che siamo stati. Per questo il tempo cronologico diventa finzione, un limite che ci si pone per dire che è tardi e così arginare la voglia di esplorare, di percorrere, di vivere.  Altra stanchezza, altro modo di generare una noia da cui non si esce. Non a caso quel tempo, non il kairos o altri concetti di tempo, è stato scelto dalla civiltà dei consumi, dal possedere, dall’essere in quanto numero di ciò che si vale in un mercato dove tutto si compra. Per quel tempo è sempre troppo tardi, e tutto deve essere superficiale, combusto non assaporato, gettato per essere sostituito e non superato. Non dobbiamo coincidere con il tempo, ma con noi stessi, sembra facile, eppure non lo è, costa la fatica delle domande, del mutare. Ci si può provare.

3 pensieri su “accidia operosa, ovvero contro il tempo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...