il paese accanto

L’altra settimana c’è stata un’ispezione al centro Cina della mia città. Ne fanno spesso e oltre ai soliti quintali di merce contraffatta e pericolosa, hanno sequestrato dei locali di magazzino, perché c’era un asilo per bambini tra vestiti ed elettronica. Se avessero cercato in altri magazzini avrebbero trovato anche qualche dormitorio, speriamo senza sbarre. E’ così da anni e quando la guardia di finanza insiste troppo, interviene il console Cinese, ci ricorda l’interscambio e i capitali investiti in Italia, assicura il rispetto delle regole e dopo un mese tutto riprende come prima.

Nero, iva non versata, condizioni di lavoro inumane, mica sono solo alcuni cinesi a praticarle, da questo punto di vista l’Italia è un paese unito, dal nord al sud. Lo fanno tutti, senza distinzione di provenienza, lingua o cittadinanza, cambia solo il settore merceologico, da una parte l’agricoltura, altrove il tessile o le calzature o i pellami o la contraffazione dei grandi marchi, i servizi, la logistica, la ristorazione, ecc. ecc.. Anche il manifatturiero, comincia a sentire l’ingresso della manodopera senza diritti. E il bello è che tutti sanno, tollerano, si girano altrove. Mi spiace che il presidente della Repubblica non si renda conto che questo è il paese in cui viviamo, che non è il paese accanto con un’altra realtà. Il problema della legalità è problema più importante dell’Italia. Quello che attira investimenti cattivi e respinge investimenti buoni, quello che impedisce a chi rispetta le regole di fare bene il suo mestiere, quello che riempie i luoghi di lavoro di morti bianche. Questo Paese è il nostro, signor Presidente, non si stupisca, prenda informazioni e capirà che non servono i lutti cittadini e le cerimonie ufficiali, serve legalità, rispetto delle regole, non guardare in faccia nessuno per applicare la legge. Dalla legalità viene fuori un Paese migliore, rispettoso della dignità delle persone. Si continuerà a morire sul lavoro, ma se questo non accadrà per motivi di profitto, le parole tragica fatalità, riacquisteranno senso e si morirà di sicuro di meno.

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