oltre la supponenza

oltre la supponenza

Nel Pd, finalmente libero dalle incrostazioni di tutto ciò che l’ha creato, ci deve stare l’affrancamento dalla supponenza, arroganza e protervia di chi se n’è giovato fingendo di supportarlo. Il dibattito di questi giorni a partire da Repubblica, giornali nazionali vari e testate televisive, rubriche e talk show, insomma i vari radical pop dei giornali e tv anziché vedere -e far vedere- finalmente una competizione a tre candidati, far emergere le idee di chi comunque rappresenta un terzo dei voti ed entrare nei problemi del paese, si sono semplicemente schierati e sono saltati sul carro del presunto vincitore: Renzi. Salvo poi, se ne diventerà segretario, tirarne fuori tutti i limiti che già ora potrebbero appurare e criticare. Insomma partecipano alla creazione dell’evento e si creano il lavoro futuro. In realtà questo agire non riguarda il Pd e basta, ma fa parte del giornalismo italiano a cui non si può rimproverare di avere opinioni ma di spacciarle per oggettività. Questo è uno dei Mali d’Italia, perché sconfina nell’infingardaggine di chi non rischia mai, non scava nelle cose per far emergere ciò che è spiacevole, salvo la Gabanelli. Avete visto Civati, invitato da Fazio o dall’Annunziata? Avete sentito qualcosa che mettesse davvero a confronto le idee di futuro di queste persone o piuttosto, ancora una volta sono stati usati i cliché del vecchio e del nuovo. Ieri in mezz’ora di dialogo tra Annunziata e Cuperlo,  Civati è stato citato una sola volta, quindi lo si è eliminato dal dibattito, anzi si è eliminata una alternativa di idee. A me tutto questo non sta bene e non è questione di Civati o altro, ma di un sovra potere che vive anche perché lettori e ascoltatori gli permettono di farlo e questo è quello contro cui vorrei che in molti domenica votassero alle primarie del pd, ovvero contro un risultato già scritto e a favore delle idee di rinnovamento vero della politica.
La supponenza è un problema della sinistra, presume di aver ragione, Dategli torto a questi grilli parlanti, toglieteli quest’aria di oggettività che non hanno e non hanno mai avuto, guardate le loro storie, sono uomini. Un paese diverso ha bisogno anche di una informazione diversa, che aiuti il diverso a emergere, a essere una possibile opzione di scelta. Questo che è naturale altrove, è il nuovo in Italia.
e mettiamoci pure l’ironia dell’intervista che non è mai avvenuta:

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