piccoli pensieri

piccoli pensieri

La vita degli uomini e’ moltissima e poca cosa, racchiusa in capsule di presente ha spesso rara bellezza, vive di fotogrammi pieni di colore, sensazione, movimento. E se pure non manca il grigiore, il ripetersi, il vuoto, nel vivere il giorno, la vita dà speranza. Ciò che è storto, nel giorno, muta, può evolvere, rovesciarsi, sorprendere. Così la vita è molto, anche se a volte lascia senza parole, in un’attesa che vorrebbe stimoli e invece è davanti al muro grigio della proiezione di ciò che verrà. Il futuro non si annida nel giorno, che semplicemente lo consuma ed esige l’energia che dovremmo trarre dalle scelte, dalle rinunce.

Il futuro ha bisogno di senso e di storia e come per un film, coglierne il senso implica mettere assieme una storia, legare, assegnare ruoli e significati, in questo la vita ha blocchi grandi di ruolo in cui pare vi sia un senso dell’età. Cose conosciute, contenitori: la fanciullezza, la giovinezza, l’età matura, la vecchiaia. Da sempre i ruoli sociali dell’età riguardano i contenitori prima che gli individui, le vite come sequenza e funzione prima d’essere senso individuale. La società ha bisogno di vite uguali, è indifferente alla disperazione del senso. Queste sembrano non riguardarla come del resto tutto ciò che concerne le storie individuali, per questo il condizionamento esterno ci consegna alla ricerca della sensazione, per capire d’essere vivi nonostante il ruolo assegnato. Oltre quel ruolo. E’ fallace tutto ciò, perché accetta ciò che ci viene imposto e non vede la coesistenza del bambino, del giovane, dell’età matura e del vecchio in ogni momento della vita raggiunta, in ogni età. Rispettare noi nel presente è rispettare le nostre età che convivono, dare loro, tutte assieme, un futuro.

6 pensieri su “piccoli pensieri

  1. Fatico un po’ a seguire e comprendere questi tuoi pensieri Will (che peraltro non sono piccoli).

    Comunque sono molto d’accordo con te sul fatto che noi racchiudiamo contemporaneamente tutte le nostre età, passate, presente e future e come in determinati momenti possa prevalerne una o più…
    Sorriso a te, ciao 🙂

  2. Sai che meraviglia pensare come Eraclito e invece sono solo oscuro 🙂 Lui magari avrebbe detto: l’uomo contiene se stesso e ogni sua parte e di esse trae il presente.

  3. Non ho detto che TU sei oscuro, Will.
    Ho solo detto che IO ho un po’ di difficoltà a seguire e comprendere ciò che hai scritto. 😀

    E, indipendentemente da chi l’abbia detto 😉
    son sempre d’accordo sull’ultima affermazione da te qui sopra riportata! 😀

  4. Ciao Willy. Sicuramente Eraclito è più conciso!!!
    Sorrido.
    Il mio sguardo al futuro e denso di speranza nello scorgerlo. Nel senso che la cosa importante è pensare di averlo un futuro. Per il resto credo che in ogni progetto o aspirazione che ho non vedo il futuro, ma il presente.

  5. Ho una passione per Eraclito, per la sua capacità di suscitare pensiero in poche parole, per la frase icastica che non ha bisogno d’altro. Infatti tutto ciò che ho detto potevo riassumerlo nel commento dove immagino come lui avrebbe trattato la cosa.
    @pass: in Eraclito lo scorrere assume la dimensione del presente, e nulla è mai lo stesso pur essendo lo stesso fiume. Il fiume ha un futuro e questa non è una sua preoccupazione quindi pensa al presente e lo gestisce.
    Perdonate questo divagare poco rispettoso su un pensiero che ha ben altra profondità e significato.

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