agosto

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Nella spiaggia che fu regno delle suore, dovizia di seni al sole e al vento di scirocco. Alcuni, per decisione antica, sono bruni come il resto del corpo, altri per decisioni improvvisa, si stagliano bianchissimi, quasi estranei al resto. Ma l’erotismo li rivaluta e ciò che qui è quasi incongruo, altrove sarà fonte di delizia e piacere. Speriamo.

I comportamenti si semplificano e si uniformano ovunque; la diversità è fatica e premia poco. anche il corpo e la bellezza pescano in canoni estranei allo star bene con sé, anzi si sovrappongono ad esso. Guardando in noi ciò che ci pare brutto, ci si accorge che è tutto un togliere e un aggiungere. Rispetto a cosa?

La spiaggia è impietosa, rivela a noi stessi ciò che pensiamo di vedere attraverso gli occhi degli altri. Come se fossimo sempre al centro dell’attenzione. Sembrerà strano a chi non c’è mai stato, ma le spiagge per naturisti sono molto meno inclini all’esposizione/confronto. Rivalutano il corpo per ciò che è.

Per una sorta di contrappasso laico e terreno, ora sulla spiaggia emergono i caratteri e le paure dei corpi un tempi qui nascosti. Forse qualcuna delle ragazze che adesso prendono il sole tranquille, è stata qui da bambina. Non è stato molti anni or sono. Chissà se ricorda e che ne pensa di quanto accadeva, mentre con il seno un po’ arrogante, conversa con l’amica, nel sole del pomeriggio.

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