Siamo passati dalla democrazia all’autoreferenzialità nei partiti, ma sia onore al genio di Berlusconi, il partito autoreggente, non l’aveva mai pensato nessuno.
Archivio dell'autore: willyco
inquietudine
La tristezza è questo fuoriuscire
d’anni e speranze e passioni,
come per pneumatici,
lisi da troppa strada.
E’ questa inquietudine
che, da qualsiasi posto,
anzitempo mi porta via.
E’ il non essere appieno,
l’attesa d’ una pioggia che non viene,
il sole inquietante che raschia anima alle cose,
è una porta disegnata che non s’apre.
Sul cuscino qualche filo di riccio:
anche stanotte i sogni erano brevi,
ma l’aria frizzante e poche stelle
hanno strappato un sorriso
alla pelle nuda.
Sarà compreso
l’abbraccio alle nuvole,
e il saltare da una macchia di sole
a quella appresso.
economia
Quando è stato che gli imprenditori hanno cominciato a differenziarsi tra immobiliaristi e manifatturieri, per la cura dei capelli e l’abbronzatura?
Così, per la storia dell’economia in Italia.
vacanze
Come per il negozio all’angolo, si passa davanti ad una casa di post e si legge il cartello di vacanze in atto. Nelle vecchie modalità comunicative, il giro delle conoscenze si alimentava con cartoline, telefonate, qualche lettera e l’ attesa di incontri sapidi d’umanità. Ora, con la comunicazione totale, in attesa della telepatia, se non ci si sente in continuazione, qualcosa manca. Un pò di dipendenza, una fetta di condivisione, due acciughine d’affetto e la fame passa. Se il silenzio facesse parte della comunicazione, sarebbe davvero un male? In fondo anche il negozio all’angolo l’ho sostituito con un’altro e le scoperte non sono state negative. Ma torneremo ad affollare la stessa strada, torneremo.
increspatura
C’è stato un momento in cui, dentro la materia d’un pensiero, dentro un sentimento coeso, si è manifestata una idea di incrinatura. Un disassamento d’atomi, molecole che sono scivolate, le une sulle altre e già nuove forze, nuove iterazioni deboli trovavano un equilibrio. Pensandoci dopo, molto dopo, m’ è parso di individuare l’ambito, non il momento e di chiedermi: se ne avessi avuto coscienza allora, sarebbe bastato a sanare, ad evitare la frattura intervenuta molto dopo? Non può esserci risposta, ma comunque non sarebbe stato come prima e quel brivido della materia ormai esisteva. Non so neppure se ci sia sempre stato e solo il caso o l’intenzione d’un cambiamento l’abbia fatto emergere. Un rocciatore non sempre può scegliere l’appiglio che gli permetterà di salire.
gloria
Tutto ciò che dico è mia riflessione, contaminata dall’esperienza, senza pretese di assoluto, per questo mi permetterò parole forti.
Se l’amore è incivile, lo è anche la sua gloria: il desiderio: smisurato, caduco, memorabile, cangiante e mutevole. Ed è incivile perchè la genesi dell’amore è nel desiderio: padre delle pulsioni senza regole. Partiamo dalla natura del desiderio, pulsione gloriosa quant’altra, ricca di tracotanza, incontenibile, piena di volontà espansiva e insofferente alle regole. E’ questa espansione del sè che contraddistingue la prima fase di folia e che provoca l’eccesso di comunicazione. Quando il desiderio incontra il proprio oggetto si espande verso di questo, apre il cuore, dà credito, si fida e abbassa le difese. Cerca di comunicare con gli sguardi, gli odori, i suoni, le parole acquistano significati irripetibili nelle situazioni di scambio comunicativo usuale. Si apre un canale comunicativo speciale che verrà definitivamente chiuso con la fine dell’amore ( l’assenza di comunicazione non è il sintomo della rarefazione dei sentimenti?). Con l’amore trionfante la gloria dove sta? E’ finita nella passione, figlia anch’essa del desiderio e che porta all’agire pratico e rende pubblico il nuovo stato annunciando grandi imprese. E quale impresa più grande dell’amare? Basterà rammentarlo poi, ad amore finito e prima di ricominciare, che l’etimo pathos significa colpire e che l’essere colpiti porta con sè il patimento oltrechè il tocco profondo della grazia passionale. In tutto questo il rischio dell’ amare, la sua vitale bellezza e la consapevolezza che è la dinamica che muove il mondo con il desiderio come motore. Senza desideri e passioni, siamo privi d’amore, ma se lo accettiamo c’è ancora gloria da cogliere per i miles della vita senza paura del pathos.
Ma non c’è gloria senza condivisione.
corelli
Suggerimento per la colonna sonora della giornata: Corelli. Proprio Lui a far da grande tra le altre musiche del giorno (Annarella non manca mai). Omaggio a chi non ha innovato, ma ha portato all’estremo ciò che si conosceva: è stato grandissimo per questo. Come per un organismo umano, nella musica del ‘600, ha tracciato i confini dal di dentro, proprio per lasciar spaziare invenzione e intelligenza. Servono questi Grandi che riassumono la conoscenza di quanto li precede, non rompono paradigmi ma tracciano un confine. Toccherà ad altri valicarlo quel confine. Non nobis domine. Ma senza di loro non si procede. E la folia di Corelli , dopo le tante folie di spagna e italia, serve a ricordarci che la sensatezza va temperata dalla fantasia. Lasciatevi invadere e pervadere dalle note, opera 6, canzoni, sonate e poi un pò di jazz around midnight, per sfociare in Bjork e un walzer musette. Così, perchè oggi il mare è calmo e lo spirito gli assomiglia.
incivile
L’amore è un sentimento incivile. Senza limiti, nè condizioni. Accettarlo significa riconoscere la propria limitatezza e mancanza di educazione. E sperare nell’umiltà dell’apprendere reciproco.
Per la gloria useremo un altro post
emozioni
Davvero
proviamo emozioni
piu’ per paura,
che per passione?
gordio
Gordio, re dei Frigi, con un nodo teneva assieme il timone e il giogo del suo carro da battaglia: e’ il legame tra l’asse del mondo e il firmamento. Tagliare il nodo libera l’uomo, lo fa procedere tra il suo destino e l’esito delle sue imprese.