Si sono sommate ferite vecchie e nuove,
e non guariscono,
forse è la stagione,
il corpo che è stanco,
e ha un diverso dire,
come i pensieri
che seguono ciò che accade.
Nell’età del vetro siamo più fragili
e secchi,
impermeabili, penso,
ma l’amore si deposita sulla pelle
fessura, penetra la luce
e il sentire frantuma.
Così mi pare.
Eppure in questa nuova stagione
fare speranza è parte di passione,
necessario è il mai più
che non piega e tace.
Chiedere il rispetto,
che scuote la polvere
dopo aver tanto camminato
per non lasciarsi violentare,
e dire forte ciò che si pensa
muto d’ogni compiacere.
È l’età acuta
in cui i mesi tagliano il tempo
e l’accadere
si chiede scusa nello sbagliare
ma si deve andare.
E anche tutto questo permette
alle rondini di tornare.
Molto riflessiva, molto vera. Grazie 🙏🌷
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Grazie a te Frida. Buona notte 🤗
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✨🌷
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Duro ma fragile il vetro, siamo arrivati alla sua età.
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Duro e fragile, il vetro, e assomiglia a un liquido nelle sue proprietà. Mi affascinava da giovane, Flavio, ora è una sensazione. Come quei vetri che si trovano in riva al mare, levigati dalla sabbia e dalle onde e che ancora parlano con la luce dopo aver conosciuto il fondo. Buon solstizio 🤗🍷
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Mi hai commossa, che ne condivido diversi aspetti… splendidamente espressi come sempre 🥰
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Grazie Mimì sei cara ed è bello condividere, ci si sente meno strani. 🤗💐
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