Ora la violenza del silenzio, della riprovazione, della presenza muta che toglie il sonno al potere cieco.
Ora la consapevolezza che porta l’amore altrove, lo schierarsi senza reticenza e senza passaporto, l’esserci perché non si tollera più la distruzione del presente e del futuro.
Ora la fuga dal servilismo, l’ostentazione muta del diritto violato.
Ora la forza anarchica della risata che confina i potenti nella solitudine del ridicolo.
Non meritano le nostre canzoni, i nostri slogan e allora silenzio, esecrazione. Ogni giorno finché non cambia.
Il tuo pensiero è affascinante e profondamente incisivo. Molto diverso dal mio. Il silenzio, nella sua apparente passività, può diventare un grido assordante di dissenso, uno specchio che rimanda l’insostenibilità di certe ingiustizie. È la forza dell’assenza che si fa presenza, dell’anima che rifiuta di collaborare con ciò che distrugge e corrompe.
Mi colpisce la tua descrizione del silenzio come “violenza”, ma una violenza che non ferisce, bensì svela. Quella presenza muta, quella risata che trasforma il potere in caricatura, è un atto di ribellione che sfida non con lo scontro ma con la fermezza.
Eppure, mi chiedo: può il silenzio bastare? O a volte rischia di essere frainteso, persino ignorato? Può servire a scuotere chi vive nell’illusione, o è necessario un atto più esplicito? La tua idea mi invita a riflettere su come bilanciare l’assenza e l’azione, l’urlo e la quiete, in un mondo che troppo spesso distoglie lo sguardo.
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La risposta per me, Nadine, è bilanciare l’inerzia e l’azione, il silenzio e la parola come gesti e coscienza che si manifesta asincrona rispetto al potere.
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È molto diretto ,incisivo ed appassionato il tuo pensiero sulla mancanza di partecipazione alla vita sociale e pubblica .
E la forma di comportamento piu diffusa in Italia e in gran parte çw del mondo, il silenzio è un messaggio chiaro se ,e quando nasce dalla consapevolezza, ti riferisci al silenzio genitore e figlio dell’individualismo che fiorisce ed appassisce per disinteresse ,o per mancanza di idee e posizioni fuori dal coro .
Esiste una spirale della mancanza di partecipazione nata perché tutte le idee impopolari -o, meglio, percepite come impopolari- vengono ridotte al silenzio, vi sono persone poco motivate a cercare la verità perché hanno bisogno di certezze. La diffusione delle piattaforme sociali hanno consentito un passaggio caotico di informazioni di ogni genere senza avere la capacità di decodificarle né di metterle in discussione perciò l’avvento dei mass media ha portato ad una diffusione del fenomeno della spirale del silenzio . Si tende a seguire il pensiero maggioritario o ,comunque il più accreditato perché viene presa come l’unica “buona “
il silenzio scelto da chi è stato eletto dal popolo per rappresentarlo uccide come il mancato rispetto delle promesse fatte.
Mancano la coscienza morale il senso sociale e civile . Buona notte
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Penso al resistere Francesca, all’essere intrinsecamente disubbidiente. Usare il silenzio e la parola quando l’uno o l’altra sono sgraditi. Mai l’indifferenza.
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