la calda buona notte scrivo

la calda buona notte scrivo

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Ti scrivo perché è sera e son stanco di giorno. 

Ti scrivo con gli accenti a posto ma senza lo spazio delle virgole perché ho bisogno di calore.

Tra poco rimetterò le virgole così se vuoi mi potrai baciare però intanto scriverò con i colori di una vecchia Ektachrome scaduta che continuano a virare verso il blu. 

E di corsa ti scrivo perché la notte fuori morde ogni mio passo. E già questo basterebbe a giustificar la fretta che ingolfa le parole.

Hai mai pensato che scherzetti fanno questi piccoli segni nella testa? Ti dico che s’ingolfano e sembrano sgomitare ed affannarsi per uscire da chissà quale collo di bottiglia ma se ci pensi il golfo è un abbraccio che accoglie tutto, il vento, il sole e la tempesta, gli spruzzi d’acqua, le bestemmie dei marinai, le grida dei bambini, i voli dei gabbiani e le vele gonfie di colore, accoglie tutto e allora se m’ingolfo accoglimi anche tu nelle parole che escono da quel cappello magico che m’hai donato.

Accogli le parole che escono ordinate, le metto in fila e  guardale,

gocce sul vetro che scorrono veloci,

sogni sotto l’albero d’estate,

ma anche bambine che corrono su un prato,

un fuoco in cielo che per un attimo le stelle ha rubate,

le attese della notte di natale. 

Ne farò collane da mettere annodate

sul tappeto davanti alla tua porta, prima di suonare.

E suono il cuore tuo veloce,

suono ciò che hai scambiato per musica di strada,

suono i tuoi fraintesi

e scappo,

per rintanarmi timido nell’ombra d’un angolo a guardare.

Tu sporgerai il bel viso e sembrerò un pensiero, un battito,

l’incontro che non c’è stato, la figura che pareva, l’uccello subito volato. 

Rintanerò tra i miei sogni raccontando

che ogni amore li contiene tutti,

che ogni bacio apre la bocca al giorno,

che ogni carezza è un brivido che prima non c’è stato. 

Ti sussurrerò dall’ombra: se si può volare perché dovresti correre ?

E se di tutto questo persiste appena un poco,

la mia ombra si scioglierà nella luce

assieme ai saluti rossi appesi fuori dei tuoi vetri

mentre lampeggia e pulsa ad ogni battito di ciglia

il desiderio dei miei occhi che ti prende.

Tutto persiste appena e così ti scrivo.  E qui basterebbe.

Perché mentre scrivo e uso colori di matita

e sottolineo

e traccio una tenerezza che ti riguarda,

ormai non dovresti chiedermi perché.

Non raccogli forse i fiori per tener stretta la bellezza?

Non passi tra le dita le foglie aspirandone il profumo?

E non accarezzi il gatto perché è caldo e ti risponde? 

Le parole sono uccelli d’inverno che hanno freddo,

s’ammassano nelle briciole del vicolo, e son frulli

e confusione d’ali,

gorgogliare di colombi,

e gridi,

ma che te ne faresti se non vedessi la pazienza audace che le cuce,

Volano come quel palloncino che ti volteggia attorno,

e rosso volerà

rubando il giallo al sole

quando sarà pieno della gelosia di te.

Se leggi le mie parole e vedi il filo, saprai che anche quando corre in cielo

sempre a te vola il rosso palloncino,

e allora accoglimi, che è tempo,

tienimi nei miei preziosi punti e virgola

perché così più a lungo mi potrai baciare,

tienimi nella calda buona notte,

e poi dormi tra sogni di croccante e zenzero candito

perché sia dolce la tua bocca

al primo bacio del mattino.

6 pensieri su “la calda buona notte scrivo

  1. Auguri tutti ricambi ambiato N. puntigliosamente, uno per uno, con l’aggiunta che il nuovo anno porti ciò che desideri al momento giusto.

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